Il Tirreno

Livorno

Livorno, ex campione olimpico trova il ladro alla finestra di casa e lo prende a pugni

Stefano Taglione
Tommaso Montano (il terzo da sinistra) con gli altri grandissimi schermidori della famiglia livornese
Tommaso Montano (il terzo da sinistra) con gli altri grandissimi schermidori della famiglia livornese

Il grande schermidore Tommaso Montano, zio di Aldo, lo ha messo in fuga. Il racconto: «Mi è rimasto lo scatto dello sportivo, l’ho visto e l’ho colpito»

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LIVORNO. «Ho avuto la riprova che anche a quest’età mi è rimasto il grande scatto dello schermidore». Tommaso Montano – medaglia d’argento nella sciabola a squadre alle Olimpiadi di Montréal 1976 e zio di Aldo, come lui campione della scherma e noto personaggio televisivo – ha appena tirato un pugno a un ladro che ha provato a entrare dalla finestra del suo appartamento al piano terra di via Gamerra, nella zona di Villa Fabbricotti. Voleva il tablet della figlia, in quel momento appoggiato sul tavolo e che probabilmente aveva notato da fuori, ma lui lo ha anticipato sferrandogli un destro che lo ha messo al tappeto, facendolo ripiombare sull’asfalto dal quale era saltato come un gatto per fare irruzione nell’abitazione, «come se fosse sua, incurante di ogni rischio e con una nonchalance incredibile», spiega il sessantanovenne, ex appartenente al gruppo sportivo dei carabinieri ai tempi della gloriosa carriera sportiva che ha accomunato tutta la “dinastia” degli schermidori livornesi, iridati in più epoche e in ogni competizione continentale e mondiale.

IL RACCONTO

Sono le 19 di venerdì 11 giugno quando Montano rientra in casa insieme alla moglie: «Appena arrivati – racconta – ci siamo messi ad aprire le persiane perché faceva caldo. Dopo un po’, un mio vicino, mi ha detto di essere riuscito, urlando, a fermare un ladro che stava provando a entrare da una finestra, urlandogli contro. Sul momento neanche ci ho creduto...». Passano meno di dieci minuti e l’argento mondiale, affacciandosi solo per un attimo per prendere una boccata d’aria, a pochi metri dal davanzale dove si è sporto vede un giovane «dall’apparente età di 25 anni, forse nordafricano e con un paio di bermuda, una maglietta bianca e scarpe da ginnastica» che si arrampica su un’altra finestra, la stessa di prima. «Non ci potevo credere, fino a un secondo prima stava passeggiando sotto casa mia come se niente fosse – racconta – quindi sono andato immediatamente nel salotto, dove appunto stava provando a entrare e avevo lasciato la persiana aperta, e senza nemmeno dargli il tempo di rendersi conto della situazione gli ho sferrato un pugno in faccia. Poi è scivolato giù ed è andato via, camminando a passo normale. Non mi è neanche venuto in mente di gridare “Al ladro, al ladro”. L’ho perso vita verso via Roma, è andato da quella parte, dove c’è il supermercato della Pam. Se fossi arrivato 10-15 secondi dopo, avrebbe sicuramente rubato il tablet». «Ero in giardino mentre è successo tutto – racconta la moglie – e io, questo malvivente, l’ho visto di schiena. Abbiamo preso veramente un bello spavento...».

«MAGGIORI CONTROLLI»

Montano ha agito di istinto. «Ma col senno di poi – prosegue – l’avrei chiuso in casa chiamando le forze dell’ordine. Questa zona, che è senz’altro più tranquilla di altre, sta un po’ peggiorando e servirebbero più controlli. Per due volte consecutive, infatti, i malviventi mi sono entrati in macchina dalla portiera. Non so come abbiano fatto, è successo pure al mio vicino, fatto sta che la mattina ho trovato tutto in disordine. La stessa scoperta, poi, l’ha fatta mia moglie sulla sua utilitaria. Insomma, lo scenario sta peggiorando, so che la città è grande e le forze dell’ordine poche, ma più pattugliamenti non guasterebbero». Montano, dopo aver messo in fuga il ladro, ha chiamato il 112: «Ho chiesto consiglio al mio vicino, che è poliziotto – conclude – e mi ha detto di telefonare. Così ho fatto». Sul posto, infatti, sono intervenuti i poliziotti delle volanti, che hanno cercato di rintracciare il malvivente. Purtroppo, però, era già sparito. 

 

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