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Toscana

La ricostruzione

Mykonos, la fine del sogno di Sara: come è morta la mamma toscana che stava per sposarsi – Le risate con le amiche prima della tragedia

di Redazione web

	Sara Ceccantini
Sara Ceccantini

Il viaggio di festa si è trasformato in un dramma: la 38enne è morta dopo un violento scontro tra due auto, mentre le amiche sono rimaste ferite. La comunità aretina e lo stabilimento Prada si stringono attorno alla famiglia

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I sorrisi spensierati, le giornate in spiaggia e il grande sogno a un passo. Poi quel tratto di strada maledetto nell’isola della festa e del divertimento. Le sirene delle ambulanze, la corsa in ospedale e una notizia terribile che arriva come un pugno di strazio e dolore fino in Toscana. Lasciando lacrime, incredulità e sgomento. Così il viaggio pensato per festeggiare il matrimonio si è trasformato in una tragedia che ha sconvolto l’Aretino e il Valdarno. Sara Ceccantini, 38 anni, originaria della frazione di Agazzi e residente alle porte di Arezzo, è morta in Grecia nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 giugno dopo un gravissimo incidente stradale avvenuto a Mykonos durante un weekend di addio al nubilato insieme a tre amiche. La donna, madre di una bambina di tre anni e mezzo, avrebbe dovuto sposarsi sabato 20 giugno con il compagno Luca Bugialli, titolare di un’attività commerciale a San Giovanni Valdarno. La notizia, arrivata in Italia tra lunedì 15 e martedì 16 giugno, ha provocato un’ondata di dolore in tutta la comunità e ha portato il gruppo Prada a una decisione senza precedenti: lo stabilimento di Valvigna, dove Sara lavorava da tredici anni, è stato chiuso in anticipo per lutto.

Il cordoglio di Prada e l’intervento diretto di Patrizio Bertelli

Sara era impiegata nell’area contabilità della grande sede produttiva di Prada a Terranuova Bracciolini, un polo da oltre duemila addetti considerato un modello industriale. La direzione ha comunicato la chiusura con una mail firmata personalmente dal presidente Patrizio Bertelli, aretino come la vittima. Secondo fonti interne, Bertelli aveva seguito la situazione fin dalle prime ore dopo l’incidente, quando Sara era stata ricoverata in condizioni disperate nell’ospedale dell’isola di Syros. I medici avevano però giudicato impossibile il trasferimento ad Atene. La donna è morta nella notte tra il 15 e il 16 giugno. Il gruppo Prada, oltre a sostenere la famiglia nelle procedure di rimpatrio della salma, si è reso disponibile a contribuire anche alle necessità economiche dei parenti e della figlia. Non è la prima volta che l’azienda interviene in casi simili: in passato Bertelli aveva già coperto le spese di rimpatrio di un dipendente valdarnese impegnato con Luna Rossa.

Chi era Sara

La storia di Sara è quella di una giovane donna che aveva costruito passo dopo passo il proprio percorso professionale. Diplomata all’istituto tecnico Buonarroti di Arezzo, aveva conseguito una laurea in economia a Siena nel 2008 e, quattro anni dopo, una magistrale in governo e controllo aziendale con il massimo dei voti. Dopo i primi tirocini e alcune esperienze in aziende del territorio, era entrata nel gruppo Prada, dove era diventata un punto di riferimento per colleghi e responsabili. Chi la conosceva parla di una professionista affidabile, sempre sorridente, molto legata alla sua famiglia e orgogliosa della figlia. Ad Agazzi, il paese dove è cresciuta, la comunità si è stretta attorno ai genitori e alla sorella. In parrocchia è stata organizzata una veglia di preghiera. «Una famiglia perbene, un dolore che non si può accettare», raccontano dal bar del borgo.

L’incidente

Il viaggio era iniziato venerdì 12 giugno, un fine settimana di festa con le amiche storiche prima delle nozze fissate per il 20 giugno a Civitella in Val di Chiana. Tutto è cambiato nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno. Secondo le ricostruzioni delle autorità greche, ancora in corso di verifica, l’auto su cui viaggiavano le quattro italiane è stata colpita violentemente da un’altra vettura. L’impatto ha interessato soprattutto la parte posteriore, dove sedeva Sara. In un primo momento si era parlato di un investimento da parte di uno scooter, ma gli accertamenti successivi hanno confermato che si è trattato di uno scontro tra due automobili. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma le condizioni della 38enne sono apparse subito critiche. Trasportata d’urgenza a Syros, è stata dichiarata intrasportabile verso Atene e non ce l’ha fatta.

Le amiche 

Le altre tre amiche hanno riportato ferite di diversa gravità: due sono rimaste a Mykonos per essere ascoltate dalla polizia e hanno lesioni lievi; una è stata trasferita ad Atene, dove si trova in terapia intensiva con fratture multiple, ma risulta vigile. La magistratura ellenica sta completando gli atti necessari per autorizzare il rientro della salma in Italia.

Un dolore che attraversa due comunità

Il lutto ha colpito profondamente sia Arezzo sia il Valdarno. Il neosindaco di Arezzo Marcello Comanducci ha espresso cordoglio sui social: «Una notizia che lascia senza parole». Anche il Comune di San Giovanni Valdarno ha diffuso una nota di vicinanza alla famiglia. Intanto, a Mykonos sono arrivate la sorella e la suocera di Sara, insieme ad alcuni amici. Avrebbero dovuto preparare un matrimonio, si trovano invece a organizzare un ritorno segnato da un dolore inimmaginabile.

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