E alla statua della Ballerina di Sandro Chia spunta il perizoma. «Peccato»
Scoglio della Ballerina, il celebre artista fiorentino spera nelle telecamere: «Per fortuna è un’opera in bronzo e si potrà sistemare facilmente: dispiace»
LIVORNO. È una delle sue creazioni in bronzo. E come tale il maestro Sandro Chia va orgoglioso anche della “Ballerina” che guarda il mare, il suo tocco artistico allo Scoglio della Regina. E proprio a quella statua inaugurata nel 2017 in pompa magna è spuntato un perizoma. Disegnato. Con altre scritte e tratti a imbrattare e vandalizzare l’opera di un artista conosciuto in tutto il mondo, tra i più conosciuti protagonisti della Transavanguardia, pittore, scultore, scrittore, architetto e, dal 1984, anche prestigioso produttore di vini.
«Mi dispiace, è un peccato: pensavo che la Ballerina fosse un’opera apprezzata dalla città», commenta a caldo dopo aver visto le immagini di quello che, forse, voleva essere un gesto goliardico da parte di qualcuno. Ma altro non è che vandalismo. «Diciamo che è stata vandalizzata per un eccesso di vitalità, dovendo commentare in positivo quello che ho visto – e aggiunge – Purtroppo, si sa, le opere all’aperto corrono anche questi rischi».
L’artista fiorentino ben si ricorda l’inaugurazione della sua statua, a Livorno.
«La cosa buona – aggiunge – è che essendo una statua in bronzo, si può facilmente ripulire e recuperare». E pensa alle telecamere: «Se ci fossero, sarebbero una bella protezione per le opere artistiche in generale». Il “perizoma” disegnato non è il solo elemento che deturpa la statua. Sulle spalle della “Ballerina” si percepisce anche il tratto di quel che può essere il retro della parte alta di un costume due pezzi.
E poi il polpaccio della ballerina è ricoperto di scritte.
Per non parlare del basamento. «Vedendo dove sono arrivati ad imbrattare – aggiunge il maestro Chia – vuol dire che sono saliti in piedi sul basamento, è anche pericoloso».
Anche al cantautore livornese Bobo Rondelli non è sfuggito quel tratto sul lato B della statua. E sul suo Instagram ha commentato.
«Da livornese mi sono chiesto, atto teppistico o visione artistica dell’Eros?».
Di sicuro si chiamano atti vandalici su opere d’arte.
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