Il Tirreno

Livorno

l'evento

Il grande cuore della città: Goldoni esaurito per il via il festival di Sanremo in salsa livornese

Il grande cuore della città: Goldoni esaurito per il via il festival di Sanremo in salsa livornese

Domani va in scena “Perché il Goldoni è il Goldoni”: 14 canzoni in gara e 17 concorrenti. Venduti 1.050 biglietti, è il record assoluto del teatro 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Il teatro è esaurito in ogni ordine di posti. Siamo arrivati a 1. 050 biglietti venduti. Un vero e proprio record». Mario Menicagli, direttore del primo teatro cittadino, è al settimo cielo. Lui infatti, insieme al sindaco Luca Salvetti, è la mente che ha pensato prima e concretizzato poi quello che è già possibile definire uno degli eventi dell’anno a Livorno. Il festival di Sanremo in chiave labronica, “Perché il Goldoni è il Goldoni, il festival che non avete mai visto, né sentito”.

Tra poche ore (domani alle 20) si accederanno i riflettori su una kermesse canora unica del suo genere: 14 le canzoni in gara, scelte liberamente dagli interpreti a patto che abbiano partecipato a Sanremo. I temerari che hanno accettato la sfida sono stati divisi in due gruppi: i padrini, ovvero coloro che operano nel mondo dello spettacolo e che dunque sono soliti calcare le tavole del palcoscenico e le rivelazioni, che invece operano abitualmente in altri ambiti (sportivo, istituzionale, giornalistico).

E attraverso un pubblico sorteggio sono state formate sette coppie, per dare il giusto equilibrio a una competizione altrimenti impossibile da gestire, date le differenze tra i protagonisti. L’urna ha decretato i seguenti sodalizi: Marco Voleri (tenore e direttore festival Mascagni, canta Perdere l’amore di Massimo Ranieri) e Claudia Pavoletti (vicepresidente Lem, La prima cosa bella di Nicola Di bari), Dario Ballantini (attore, trasformista, noto personaggio televisivo, Soli di Drupi) e Simone Fulciniti (giornalista, Il clarinetto di Renzo Arbore), Emanuele Gamba (regista, attore, direttore del Goldoni, Viceversa di Francesco Gabbani) e Francesca Ricci (direttrice Effetto Venezia, Ma che freddo fa di Nada), Stefano Cresci (primo oboe orchestra Goldoni, Mi manchi di Fausto Leali) ed Elina Pellegrini (progettista per lo spettacolo, Maledetta Primavera di Loretta Goggi), Simone Lenzi (assessore alla Cultura, Dimmi che non vuoi morire di Patty Pravo) e Alessandro Guarducci (caporedattore centrale del Tirreno, Ancora di Eduardo De Crescenzo), Claudio Marmugi (Comico e giornalista, La fotografia di Enzo Jannacci) e Giacomo Niccolini (caporedattore quilivorno.it), Fabrizio Pucci (giornalista) e Giorgio Niccolai (ex guardalinee) cantano Si può dare di più di Morandi, Ruggeri, Tozzi; Mario Menicagli (musicista e direttore teatro Goldoni) e Leonardo Fiaschi (attore e imitatore) cantano in duo Brividi di Blanco e Mahmood; con loro Francesca Cecchi (consigliera comunale, Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia).

La serata verrà condotta da una coppia d’eccezione: Luca Salvetti e la vicesindaca Libera Camici. Sul palcoscenico, al centro del quale è stata costruita una scalinata in perfetto stile festival, ci saranno ad accompagnare i solisti l’orchestra del teatro Goldoni, diretta dai maestri Stefano Brondi, David D’Alesio e Cristiano Grasso. Poi il coro Spring Time e il coro Monday Girls diretti da Cristiano Grasso. Special guest i Gary Baldi Bros.

L’incasso della serata, implementato dalla generosità di alcuni sponsor, permetterà l’acquisto di un taxi inclusivo dedicato al trasporto di persone con disabilità, che sarà utilizzato per necessita o svago. Un progetto, questo, nato da un tavolo della Consulta delle associazioni del Comune di Livorno per disabilità, non autosufficienza e ridotta autonomia.

E qualcosa servirà anche per aiutare persone con simili difficoltà che sono in arrivo dall’Ucraina (per i quali è in atto un ulteriore sottoscrizione).

Intanto dal backstage della manifestazione arrivano le prime indiscrezioni, da parte di chi ha avuto modo di assistere alle prove. E c’è già un toto favoriti: le squadre più gettonate sembrano essere quelle formate da Voleri-Pavoletti, Ballantini-Fulciniti, Menicagli/Fiaschi-Cecchi.

Insomma, c’è grande attesta per il festival di Sanremo in chiave labronica. Ma per i verdetti definitivi serve ancora un po’ di pazienza. Perché occorrerà attendere la mezzanotte di domani. Le carte sono in tavola. Tutto può succedere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Pontedera, due dipendenti Pam trasferiti a cento chilometri di distanza – Scatta lo sciopero dei colleghi: «È vergognoso»

di Danilo Renzullo
Speciale Scuola 2030