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Aiutino americano a Federica Benifei, lo "sponsor" per le elezioni regionali diventa un caso

Andrea Rocchi
Aiutino americano a Federica Benifei, lo "sponsor" per le elezioni regionali diventa un caso

La candidata Pd sostenuta da Social Changes, team del filmmaker di Obama negli Usa Da via Donnini commentano: «Scelta nazionale». Ma dentro al partito la cosa fa discutere 

18 ottobre 2020
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LIVORNO, In questi giorni dentro al Pd livornese c’è un po’ di fibrillazione. Già, prima della definizione delle liste e, poi, dopo i risultati elettorali, non è che siano state tutte rose e fiori. Diciamolo. Dalla guerra fredda Livorno-Piombino (fra federazioni, ma anche fra candidati, Gazzetti-Anselmi) alla scelta della capolista, Federica Benifei (giovane, dinamica ma sconosciuta a più se non fosse per nonno Garibaldo) col conseguente passo indietro dello stesso Gazzetti (che finisce ottavo nella scheda), sono tutte cose che hanno avuto una “digestione faticosa” nel partito.

Ora poi che si apprende (la notizia la pubblica Il Foglio) che la candidatura della giovane ostetrica Benifei è stata supportata da una piattaforma social che cura le campagne dei Democratici Usa, capitanata da Arun Chaudhary, già filmmaker della Casa Bianca ai tempi di Barack Obama, la pace post elettorale siglata faticosamente torna di nuovo in discussione. «Possibile che si debba sapere che una nostra candidata è stata sostenuta esternamente da imprenditori solo da un articolo di giornale?» si sono chiesti alcuni militanti.

Diciamo che la giovane Benifei, in questa vicenda, non c’entra niente se non per essere stata scelta come target per l’investimento. E che il Pd livornese, di questa roba, sa poco o nulla. «E’ una campagna decisa dal nazionale», dicono in via Donnini. Ed in effetti parte tutto dal Dipartimento Comunicazione di Roma, per valorizzare i profili di giovani candidati (in Toscana, oltre alla Benifei, è stata scelta Alessandra Nardini). La stessa Benifei, contattata da Il Tirreno, conferma che si tratta di un progetto nazionale ma spiega che nel dettaglio ci sarà occasione per parlarne. Però la storia è un po’ fastidiosa. Apprendere che la capolista ha avuto l’apporto esterno dei guru di Obama (nello staff di Social Changes c’è anche un italiano, il milanese Ludovico Manzoni, legato a Giorgio Gori) e gli altri hanno dovuto faticare con risorse proprie per promuovere la propria candidatura, non è piaciuto. Benifei è arrivata terza nel suo collegio prendendo 6.332 voti, a poca distanza dal più quotato Gazzetti, arrivato secondo con 7.028.

Finora Benifei è fuori dal consiglio, ma entrerebbe se Gianni Anselmi, riconfermato consigliere a suon di preferenze, diventasse assessore regionale. Secondo quanto riferisce Il Foglio tra il 28 luglio e il 23 settembre sono stati spesi 11 mila e 267 euro di sponsorizzazioni (140 in totale) su Fb per sostenere la capolista.




 

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