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Livorno

I grandi della scherma ricordano Guelfi Rigoli: «Grazie a te battevo i mancini»

I grandi della scherma ricordano Guelfi Rigoli: «Grazie a te battevo i mancini»

La scomparsa a 94 anni di un pezzo di storia del circolo Fides. Baldini: «Passavo sempre dal retro per salutarti»  

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IL RICORDO

Scrive Andrea Baldini, oro olimpico di fioretto a squadre a Londra nel 2012, cinque medaglie d’oro ai campionati del mondo al collo: «Passavo apposta dall’entrata sul retro per salutarti, sicuro di trovarti nell’orto. Continuerò a buttarci ancora un occhio sperando di vederti spuntare all’improvviso, magari un po sudato, con un bel cesto di insalata e il tuo solito sorriso».

La morte di Guelfo Guelfi, 94 anni, avvenuta lunedì, ha lasciato un grande vuoto nel mondo della scherma e nella famiglia del Fides, uno dei marchi sportivi più vincenti al mondo, vanto della città di Livorno.

«Il Fides piange la scomparsa di una delle sue glorie più anziane: Guelfo Guelfi era una presenza immancabile nella nostra sede, fonte inesauribile di aneddoti, che ha visto passare numerose generazioni di schermidori - ha commentato il presidente Carlo Montano a nome del consiglio direttivo, dei maestri e degli atleti amaranto -. Ha lottato come un leone fino alla fine, perdendo l'ultimo assalto per una sola stoccata, quando sembrava che stesse quasi per vincere ancora...».

I funerali si sono svolti ieri pomeriggio nella cappella della camera mortuaria di viale Alfieri. Ad accompagnare Guelfo, la famiglia, gli amici e tutto il mondo della scherma.

Guelfi era davvero un pezzo di storia del Fides. Ricorda Rolando Rigoli, oro nella sciabola a squadre a Monaco di Baviera nel 1972 (con Mario Aldo e Mario Tullio Montano) e argento a Città del Messico 1968: «Guelfo, sei stato uno dei primi ad accogliermi al Fides nel lontano 1952 e sei stato come un fratello maggiore, amico e dispensatore di saggi consigli. Al vecchio Fides di via Roma durante gli assalti con te, buon sciabolatore mancino, ho acquisito l’esperienza per affrontare gli avversari mancini durante la mia carriera».

La storia di Guelfo Guelfi si è intrecciata a quella della scherma livornese (e dunque mondiale) in maniera costante e il suo sorriso non è mai mancato per nessuno, i grandi nomi, i vecchi schermidori che hanno fatto grande il Fides e i giovani e giovanissimi che quotidianamente frequentano le pedane del palazzetto di via Allende: «Guelfo era una persona senza età, sempre festoso ed amico di tutti noi grandi e piccoli, per questo sarà sempre vivo nel Suo Circolo storico! Ciao carissimo amico mio», scrive Massimo Pierucci.

Guelfi era un riferimento anche per la scherma non livornese: anche il maestro pisano Enrico Di Ciolo lo ricorda come una presenza costante della suoi giorni da ragazzo. —

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