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Livorno

 LIVORNO. Il cinema teatro La Gran Guardia ha chiuso sei anni fa. La trattativa ...

Alessandro Guarducci

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 LIVORNO. Il cinema teatro La Gran Guardia ha chiuso sei anni fa. La trattativa tra la proprietà dell'immobile (gli eredi di Fortunato Marinari, con Giovanni Lippi in prima linea) e il colosso svedese della moda H&M è andata avanti per più di due anni. Il protocollo di intesa messo a punto dal Comune è rimasto in lista d'attesa per quasi un anno (è stato firmato il 29 aprile scorso). Insomma, tempi molto lenti. Forse fin troppo. Però è anche vero che si tratta pur sempre di una incognita da mettere in conto nel caso di operazioni complesse come queste.  Ma ecco che ora, in nemmeno tre mesi (entro il prossimo 30 luglio), il consiglio comunale dovrebbe discutere e dare il via libera a quella variante urbanistica che è necessaria per permettere l'apertura, al posto della platea e del palco dell'ex cinema, di un negozio di abbigliamento di 1500 metri quadri e non di 999 (limite massimo previsto dagli strumenti urbanistici per il centro della città (da qui la variante). Un'accelerazione improvvisa - quella sull'intervento commerciale, che rappresenta il fulcro di tutta l'operazione - che non è stata né compresa né tanto meno accettata dai consiglieri comunali di opposizione e anche da un discreto numero di consiglieri della maggioranza. Segno che il disagio esiste ed è molto sentito.  E che pertanto potrebbe condizionare il disagio consiliare. Nel Pd, per esempio, Wladimiro Del Corona ha già detto che non voterà a favore: non è affattoi convinto che un negozio di abbigliamento, un cinema da 250 posti e un nuovo palazzo possano rilanciare la via Grande e il centro. Mentre Alessandro Latorraca, lamentando la mancanza di qualsiasi comunicazione su questo argomento, ha già spiegato che si prenderà tutto il tempo necessario per studiare e capire i termini dell'operazione Gran Guardia. E sulla sua stessa posizione ci sarebbero altri quattro o cinque consiglieri del gruppo. Il che mette a serio rischio il termine del prossimo 30 luglio, come "scadenza" per l'adozione della variante.  Molto severi, poi, i giudizi dei consiglieri dell'opposizione: tutti si lamentano per non aver ricevuto alcuna informazione finora da parte dell'amministrazione. «Sappiamo solo quello che abbiamo letto sul giornale. Del futuro dell'ex Gran Guardia, infatti, non si è parlato nemmeno un minuto in commissione e ora la giunta ci mette fretta per il voto», commenta Gianfranco Lamberti (Confronto).  E le perplessità e le critiche sono destinate ad aumentare quando si conosceranno con precisione i dettagli dell'operazione. Detto dell'apertura del maxi-store H&M (che porterà 30 assunzioni subito e altre 10 quando l'attività del negozio sarà a pieno regime), confermata la realizzazione di una sala cinematografica da circa 250 posti, di un museo, di una mediateca e di una biblioteca (con spazi che la proprietà cederà gratuitamente al Comune), resta da chiarire l'operazione edilizia.  Sul retro dell'ex cinema, sfruttando lo spazio sopra al palcoscenico, sarà costruito un palazzo di quattro piani con venti appartamenti di 80 metri quadrati l'uno. È prevedibile che proprio sull'operazione residenziale si consumerà lo scontro più acceso in consiglio.  

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