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È un Livorno da applausi. Ma è fuori

Sandro Lulli
È un Livorno da applausi. Ma è fuori

Coppa Italia amara per gli amaranto, il Napoli passa ai rigori

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NAPOLI. La nottata è passata. Ma non invano. È stata una nottata da ricordare anche se il Livorno è uscito. Ma lo ha fatto dopo i supplementari che si erano chiusi sull'1-1, con gli amaranto raggiunti a 2' dalla fine quando erano in vantaggio con prodezza del rinato Tavano, volato in contropiede. La differenza l'hanno fatta i calci di rigore. Cose che capitano. La Lazio al Napoli, al Livorno gli applausi.
Sì, è stato un Livorno gagliardo motivato, che ha lottano sino all'ultimo reggendo l'urto del Napoli. È vero gli scatti di De Zerbi e quelli di Zalayeta, che partiva più defilato, hanno tenuto la difesa amaranto costantemente in apprensione. Però il Livorno s'è calato egualmente in partita con una squadra con sei volti nuovi rispetto al debutto in campionato, a Torino con la Juve. Il portiere De Lucia ha subito prodotto adrenalina in quantità e tanta bravura, Pavan e Balleri hanno curato il centro destra impegnati da De Zerbi e Rullo. Volpe nello stadio di casa sua ha superato in fretta l'emozione, mentre Vidigal, che qui ha disputato quattro campionati, s'è rimboccato le maniche alternandosi con Loviso - mobile e ispirato - a rincorrere Gargano (motorino niente male) e Bogliacino.

Importante il duello sugli esterni, con Pasquale e Balleri a chiudere le fasce rispettivamente a Grava e Rullo, giocatori fondamentali per far salire il Napoli. Un Napoli che comunque aveva tre punti di riferimento importanti: Paolo Cannavaro, fratello dell'attuale madridista, frangiflutti della retroguardia e Zalayeta e soprattutto De Zerbi attaccanti rapidi, specialisti nelle conclusioni da distanza.
Il Livorno ha avuto uno spunto interessante con Volpe, ma la lentezza di Tristan ha vanificato tutto. Tuttavia per trenta minuti la squadra di Orsi s'è opposta con tattica azzeccata: stava chiusa e cercava di ripartire. Naturalmente spesso con Pasquale, un po' meno a destra con Volpe, a tratti con Tavano cresciuto nella ripresa sino ad andare in gol. Tristan è arrivato due volte al tiro nel primo tempo ma senza convinzione: dà l'impressione di un giocatore prigioniero di se stesso, quasi sfiduciato. Peccato, perché ha tecnica. Gli manca lo sprint, non la voglia. Il Napoli aveva ripartenze veloci, dalla trequarti in su con punte e centrocampisti. E al 38' non è passato in vantaggio per una questione di centimetri, dopo il traversone di Grava e la deviazione a centro area di Zalayeta.

I primi 45' sono volati via in fretta, ma con qualche patema di troppo e qualche problema che s'è riproposto. Però Tavano dopo mezz'ora di niente è cresciuto non avuto collaborazione stabile da Tristan alla ricerca dell'ispirazione perduta. Balleri, a destra, ha dovuto fare il difensore puro contro il 3-5-2 partenopeo, cosicché a Volpe è mancato un punto di riferimento. Incredibile, però, l'occasione-partita sprecata da Tristan all'inizio di ripresa (taglio di Tavano) che avrebbe potuto cambiare partita: lo spagnolo supera Gianello in uscita poi sparacchia alto. Orsi mette Diamanti, Reja Calaiò (scatenato). Ma è Tavano a colpire in contropiede come non era riuscito a Tristan. Assist di A. Filippini, e Ciccio-gol filato via batte Gianello con un diagonale preciso. Ma sei minuti dopo fa pari Domizzi con un diagonale imparabile.
Solo nel secondo tempo supplementare il gioco si vivacizza. Solido De Lucia sugli attacchi napoletani, aggressivi nel finale Filippini, Rossini e Diamanti
Poi i rigori con la successione che condanna il Livorno. Diamanti, parato. Domizzi gol. Rossini gol. Calaiò gol (3-2). Loviso gol (3-3). Dalla Bona gol (4-3). Balleri fuori (4-3). Gargano parato (4-3). Tavano fuori (4-3). E vince il Napoli.

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