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Milano-Cortina 2026: simboli, emozioni e note. Il via ai Giochi Olimpici con una festa “diffusa”


	La cerimonia inaugurale
La cerimonia inaugurale

L’ingresso del Presidente Sergio Mattarella a San Siro e della delegazione italiana accolti da un boato “calcistico”. E Brignone sfila sulle spalle di Mosaner

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MILANO. Il boato di San Siro che ha accompagnato l’ingresso del Presidente Sergio Mattarella è stato il primo momento davvero vibrante della cerimonia d’apertura dei XXV Giochi Olimpici invernali. Una cerimonia a tratti colorata che è filata via secondo quello che era il programma, in modo anche essenziale soprattutto in partenza.

Dopo l’omaggio alla creatività italiana con Matilda De Angelis sul palco e l’esibizione di Mariah Carey a cantare Nel blu dipinto di blu, ad attirare l’attenzione ci ha pensato un filmato che riprendeva un tram via via sempre più affollato. Bambini, musicisti, atleti e portabandiera: alla fine del tragitto, fermata a San Siro la scoperta che l’anziano sul tram era Sergio Mattarella e alla guida del mezzo c’era Valentino Rossi.

Poi il tributo a Giorgio Armani con la top model Vittoria Ceretti a consegnare il tricolore a un Corazziere. È stato quindi il momento di Laura Pausini di cantare l’inno italiano seguita da Pierfrancesco Favino che ha recitato “L’Infinito” di Leopardi.

Poco dopo è iniziata la sfilata “diffusa” degli atleti: per la prima volta la sfilata di atleti tipica delle Cerimonie d’apertura delle Olimpiadi si è svolta in località diverse: gli atleti hanno sfilato sulle quattro sedi e, in particolare, in quella più vicina ai loro campi di gara. Chi si è presentato con meno atleti, a Milano è stato rappresentato solo da performer a reggere il cartello con il nome del Paese.

La cerimonia “diffusa”

Ciò che non si vedeva, o si vedeva solo parzialmente, a San Siro accadeva, nello stesso momento e con la stessa struttura a Cortina, Predazzo e Livigno e solo l’unione di tutte le quattro parti della cerimonia ha restituito il messaggio complessivo e la completezza delle varie rappresentative, idealmente unite in un’unica celebrazione. Un momento, a dire la verità, non immediato da seguire all’inizio, che ha parzialmente appesantito questo passaggio della celebrazione. Alcuni fischi hanno accompagnato l’ingresso della delegazione di Israele allo stadio. Il momento dei fischi, con i quali più avanti è stato bersagliato anche il vicepresidente Usa, JD Vance, comunque è stato in entrambi i casi piuttosto breve. L’applausometro per le delegazioni estere lo ha vinto a mani basse invece quella dell’Ucraina, il gradimento per la divisa invece pare appannaggio della Mongolia.

L’Italia

Gran finale della sfilata riservata a Francia, in quanto Paese organizzatore della prossime Olimpiadi invernali e poi finalmente l’Italia. I portabandiera Fontana e Pellegrino a Milano, Brignone sulle spalle di Mosaner a Cortina. Lo stadio di San Siro ha riservato alla compagine Azzurra il boato più grande della serata a cinque cerchi.

«Questi Giochi si svolgeranno con spirito Italiano, uno spirito italiano vibrante e contemporaneo, in un contesto unico di bellezza naturale e culturale». Lo ha detto il presidente di Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò. Sempre toccante, anche se da consuetudine, l’annuncio dell’apertura dei Giochi da parte di Mattarella. Infine l’attesa accensione dei bracieri.

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