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Renzi propone: «Niente doppio lavoro per i parlamentari». Ecco la sua “vendetta” per l’emendamento anti-conferenze


	Renzi durante un viaggio in Arabia, paese dove tiene spesso conferenze
Renzi durante un viaggio in Arabia, paese dove tiene spesso conferenze

Il leader di Italia Viva dopo la norma che vieta compensi fuori dall’Ue (e lui li prende dall’Arabia Saudita): «Vediamo chi va fino in fondo»

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«Con questa proposta di legge che depositiamo chiediamo a tutti i parlamentari, non solo a quelli che si chiamano Renzi di non fare un secondo lavoro: se fai il parlamentare fai solo quello. E se è vero come è vero che i parlamentari devono presentare il proprio patrimonio in modo pubblico e trasparente bisogna farlo fare anche ai parenti dei parlamentari, ai coniugi». Così annuncia Matteo Renzi in diretta su Tik Tok.

«Se per esempio mia moglie e la sua famiglia hanno la proprietà di una banca all'estero, è giusto che si sappia. Manderemo la proposta a Giorgia Meloni, a Giuseppe Conte, a Elly Schlein, Antonio Tajani, a Matteo Salvini, a Carlo Calenda, a Riccardo Magi, a tutti. Vediamo chi è disponibile ad essere trasparente fino in fondo», ha aggiunto Renzi. 

Cosa prevede l’emendamento anti-Renzi e perché questa è una risposta

«Meloni ha fatto una legge ad personam contro di me per le conferenze all'estero», si è lamentato Renzi. 

La norma del governo Meloni, denominata "anti conflitto di interessi", riguarda i compensi elevati ricevuti da Stati esteri da parte di ministri, parlamentari, presidenti di Regione e altre figure politiche. Si tratta di una rielaborazione delle precedenti proposte "anti-Renzi" avanzate in passato dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e dal leader di Azione, Carlo Calenda. L'obiettivo è limitare la possibilità per gli eletti di incassare ingenti somme da governi stranieri attraverso incarichi come conferenzieri o consulenti.

Matteo Renzi è il politico con i guadagni più elevati

La misura sembra essere costruita su misura per Renzi, con l'intento di frenare compensi considerevoli come quelli ottenuti dall'ex presidente del Consiglio per il suo ruolo nel board of trustees del FII Institute, legato al principe saudita Mohammad Bin Salman.

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