Il Tirreno

Il caso

2 giugno: Murgia insiste e punge il Governo sulla parata. Crosetto: vuole tutti antimilitaristi

2 giugno: Murgia insiste e punge il Governo sulla parata. Crosetto: vuole tutti antimilitaristi

Ancora polemiche sul presunto saluto romano nel corso della parata per la festa della Repubblica

04 giugno 2023
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ROMA. Non si placano le polemiche sul presunto saluto romano nel corso della parata del 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica. Erano stati Michela Murgia e Roberto Saviano ad accendere i riflettori sul passaggio degli incursori del Comsubin della Marina, braccio destro alzato e urlo 'Decima' sotto il palco delle autorità.

Pronta era arrivata la replica di Guido Crosetto: "Chi polemizza per i presunti saluti 'fascisti' alla parata del 2 giugno ignora cos’è un normale “attenti a sinist” (per salutare le autorità a ogni parata, come lo scorso anno). Chi infanga i Comsubin con assurdi paragoni con la Rsi disprezza il valore e il lavoro delle Forze speciali", aveva cinguettato il titolare della Difesa. Il botta e risposta social tra la scrittrice e il ministro, però, va avanti. Murgia sceglie un lungo video su Instagram per spiegare la sua posizione e parte da una "premessa": "Io sono antimilitarista, non vuol dire che odio i militari ma sono cittadina di uno Stato che nella sua Costituzione ripudia esplicitamente la guerra. Se davvero crediamo che quella sia la Costituzione più bella del mondo, come ci piace spesso ripetere, dovremmo essere tutti antimilitaristi", dice, sottolineando come una Festa delle forze armate esista già, il 4 giugno.

La scrittrice racconta poi quello che sarebbe il suo "sogno", una parata fatta non mettendo "in mostra l'apparato bellico, come fanno le dittature", ma "le espressioni della sua migliore vita democratica". E allora ecco sfilare, nella sua ideale, rassegna artisti (che "ci ricordano che cercare la bellezza è quello che ci rende umani anche nell'orrore", medici, insegnanti, giornalisti e anche "i cento contribuenti più onesti". Murgia, però, non tralascia l'appendice politica delle critiche rivolte alla parata: "Mi è stato detto di tutto, che sono ignorante, che non so che il gesto iniziale non è un braccio teso, ma il segnale coreografico per coordinare chi segue. Mi è stato detto che sono ignorante, che non so che il grido 'decima' non è un omaggio all'infame flottiglia X Mas, ma al decimo reggimento regio del 1943, da cui poi è nata la Marina, ma il punto è un altro - scandisce - Il senatore La Russa, seconda carica dello Stato, quello col busto di Mussolini in casa, a quelli che dovrebbero essere gesti comuni nella liturgia della parata, ha risposto con un segno non comune: la V di Vittoria".  Per Murgia "dovrebbero essere le stesse forze armate a chiedere al presidente del Senato perché ha permesso, con la sua pantomima dal palco, di equivocare il loro gesto innocente, come se fosse un omaggio tra nostalgici repubblichini".

È il fatto "di avere nelle istituzioni persone con una militanza vetero fascista mai rinnegata - accusa la scrittrice - a creare le condizioni per ci ogni linguaggio anche il più innocente perde la sua innocenza, posto che l'avesse, e diventa rievocazione o provocazione".E se Saviano condivide il video, anche in questo caso è lo stesso Crosetto a ribattere: "Per giustificare lo 'scivolone' di ieri spiega di essere antimilitarista da sempre e che dovremmo esserlo tutti. Per lei i militari sono regime e guerra. Cara Murgia, spiego pubblicando la legge, quali sono i compiti delle donne e degli uomini che ha visto sfilare", scrive su Twitter pubblicando l'art.89 del codice di Ordinamento militare e sottolineando la frase che recita: "Compito prioritario delle forze armate è la difesa dello Stato. Le forze armate hanno altresì il compito di operare al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, in conformità alle regole del diritto internazionale e alle determinazioni delle organizzazioni internazionali delle quali l'Italia fa parte".

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