Pollini, allergie stagionali e punture di insetti: tutto quello che c’è da sapere e i consigli per i bambini (e non solo)
Entra nel vivo la stagione più delicata, anche se il riscaldamento climatico ha scombinato in parte i piani: il vademecum degli esperti
Pollini e punture di insetti. Con la primavera (ma ormai anche in autunno, complice il riscaldamento climatico), inizia la stagione delle allergie. Un problema importante fin dall'infanzia, con 9 milioni di italiani che ogni anno si ammalano di allergie respiratorie derivanti dai pollini nell’aria, 4 milioni dei quali hanno bisogno di cure specifiche. Il dato è fornito dall'Ospedale Bambin Gesù di Roma, che sottolinea anche come nel 2024 solo il suo pronto soccorso abbia trattato quasi 500 casi di reazione a punture di insetti. I pediatri, dunque, in vista dell'esplosione delle allergie stagionali, hanno stilato un vademecum con consigli pratici per affrontare un problema non solo molto ampio ma addirittura in crescita.
Allergie ai pollini
Per quanto riguarda l'allergia ai pollini, si tratta di una delle malattie croniche più comuni, colpendo tra il 10 e il 40% della popolazione (dati Oms). Secondo quanto riportato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), in Europa le stime parlano di una prevalenza delle riniti allergiche del 10-20%, a seconda delle zone e delle stagioni, con un trend che sembra crescere negli ultimi anni. Secondo la società britannica per le allergie, ad esempio, una persona su quattro è soggetta, almeno in un periodo nel corso dell'anno, a soffrire di allergie. In Italia, secondo il progetto Aria voluto dall'Oms per diffondere informazioni sulle patologie correlate e sui trattamenti, il problema coinvolge tra il 10 e il 20% delle persone.
Ma cosa sono i pollini? Si tratta di minuscoli granuli, invisibili a occhio nudo, prodotti dalle piante a fiore (angiosperme) e dalle conifere (gimnosperme) come parte del loro processo riproduttivo; infatti, vengono trasportati dal vento, dagli insetti o da altri animali da una pianta all'altra per permettere la riproduzione. La loro diffusione è influenzata dalla stagionalità e ogni pianta ha un proprio 'calendario', tendenzialmente nel periodo primaverile. Ma oggi, con l'aumento delle temperature medie, alcune piante impollinano anche in autunno, prolungando il periodo di esposizione. Non solo: oltre ai pollini, nell'aria sono presenti altri allergeni come funghi o muffe, derivati di mammiferi o di artropodi, polveri organiche e inorganiche, tutti responsabili di rinite allergica, congiuntivite e asma. La diagnosi dell'allergia si basa su test specifici come il prick test.
Rinite allergica: è un'infiammazione della mucosa del naso che si manifesta con naso chiuso, starnuti ripetuti, secrezioni e prurito nasali.
Asma allergico: si tratta di una malattia infiammatoria cronica dei bronchi provocata dal rapido restringimento dei bronchi stessi (broncospasmo) e provoca difficoltà a respirare, fischi e rantoli, tosse secca e nei casi gravi dispnea.
Congiuntivite allergica e cheratocongiuntivite primaverile: sono un'infiammazione degli occhi che causa rossore, lacrimazione, prurito e sensibilità alla luce. Sintomi che condividono con la cheratocongiuntivite atopica (associata a dermatite atopica di una certa gravità) e la congiuntivite papillare gigante, legata all'uso di lenti a contatto o protesi oculari, che però non derivano da allergie.
Le terapie per queste patologie variano in base alla gravità. Rinite e congiuntivite allergiche: antistaminici. Asma: cortisonici inalatori e broncodilatatori “classici” o a lunga azione “long-acting”. Oppure, se l'asma appare dopo sforzi fisici, si può ricorrere ai farmaci antileucotrienici. Congiuntivite allergica: colliri specifici. Ne esistono quattro tipi: stabilizzatori della membrana mastocitaria, da iniziare alcune settimane prima dell'inizio della stagione; antistaminici, per bloccare la sostanza che scatena l'allergia; cortisonici, per spegnere l'infiammazione.
Punture di insetti
Primavera, estate ed autunno sono mesi critici anche per quanto riguarda le punture di insetti, complici le gite fuori porta. Vespe, calabroni, bombi e api possono scatenare reazioni allergiche, ed è importante innanzitutto distinguere una reazione normale da una che non lo è e che dunque necessita di un intervento medico. Bruciore, rossore e prurito non preoccupano se rimangono localizzati all'area della puntura e sono limitati nel tempo.
Richiedono un approfondimento medico se: i sintomi sono estesi e perdurano; compaiono sintomi lontani dal punto della puntura (orticaria diffusa); si manifestano febbre, nausea o spossatezza. Secondo i dati del Bambino Gesù, ogni anno in Italia tra 5 e 20 persone (adulti e bambini) muoiono per reazioni allergiche a punture di insetti. Per evitare tragedie, la somministrazione tempestiva di adrenalina è essenziale. I bambini a rischio dovrebbero sempre portarne con sé una dose autoiniettabile, mentre i genitori devono sapere cosa fare.
Mentre per i pollini la prevenzione possibile è poca, per le punture ci sono degli accorgimenti anche semplici che si possono seguire, come spiegano i medici dell'ospedale romano: vestire i bambini con pantaloni lunghi e maniche lunghe durante le escursioni; evitare profumi e deodoranti che attirano gli insetti; applicare repellenti (meglio se con dietiltoluamide al 50%); coprire cibi e bevande all'aperto; chiudere i finestrini dell'auto durante i viaggi. E se il bambino viene punto? Occorre rimuovere immediatamente il pungiglione, applicare impacchi freddi e, se necessario, ricorrere a una visita dall'allergologo.
Come agire
Tutto questo riguarda la prevenzione e la cura dei sintomi. Per agire sulle cause dell'allergia, ad oggi l'unica terapia rimane l'immunoterapia desensibilizzante, spesso chiamata ''vaccino anti-allergico''. In pratica vengono somministrate in modo controllato e progressivo dosi crescenti dell'allergene per un periodo di 3-5 anni in modo da 'desensibilizzare' il paziente, come spiega il nome stesso. È indicata per: rinite allergica; congiuntivite allergica; asma allergico; allergia al veleno di imenotteri. Ecco perché, consigliano i pediatri del Bambin Gesù, dovrebbe essere seguita soprattutto dai bambini con allergie importanti.
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