Nati il 29 febbraio? Chi sono i “leapers”, quando festeggiano il compleanno e come gestire le scadenze burocratiche
Ogni volta l’anno bisestile apre il dibattito sulle tempistiche e su come gestire alcuni aspetti della quotidianità
Si definiscono, secondo gli esperti, “leapers”, da quel “leap year” che gli inglesi identificano con “l’anno del salto”, appunto. Quell’anno bisestile che ricorre ogni quattro anni (come l’anno scorso, nel 2024, appunto) e che finisce puntualmente al centro del dibattito per il dilemma sui nati il 29 febbraio. E proprio i nati in questo giorno prendono il nome inglese di “leapers”.
La decisione e il compleanno
Una decisione, quella del giorno in più a febbraio in calendario ogni quattro anni, che affonda le radici nella storia – si parla del 46 a.C. – e che suscita sempre grande curiosità sugli aspetti legati alla quotidianità. Per esempio: quando si festeggia il compleanno? Oppure, come fare per le scadenze burocratiche legate ai documenti d’identità? Ebbene, in passato si sosteneva addirittura che non erano pochi i casi di chi cambiava al 28 febbraio o al primo marzo la data della nascita. Il sito Quartz spiega – relativamente al festeggiamento del compleanno – che chi è nato il 29 febbraio, negli anni in cui quel giorno non è in calendario, ha a disposizione due scelte: o anticipare al 28 febbraio; oppure posticipare al primo marzo.
Le scadenze
E per la burocrazia? In questo caso, inevitabilmente, è stata la legge, parlando dell’Italia, a mettere un punto fermo. Il decreto della Semplificazione del 2012 ha portato la durata della validità della carta d’identità a 14 anni, anziché 10, per i nati il 29 febbraio, dribblando l’ostacolo tempistiche.
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