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Allarme predatori

Donna azzannata da un lupo in Maremma: trasportata d’urgenza in ospedale con un orecchio staccato

di Redazione web

	La donna è stata aggredita da un lupo
La donna è stata aggredita da un lupo

Nel tentativo di proteggere gli animali della sua azienda agricola, Marisa avrebbe cercato di allontanare i predatori, finendo però per essere colpita

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Un’aggressione avvenuta in pieno giorno, all’interno di un’azienda agricola di Valpiana, nel comune di Massa Marittima, riaccende il dibattito sulla gestione dei lupi in Toscana. A denunciarlo è Mirella Pastorelli, presidente del Comitato pastori d’Italia, che racconta quanto sarebbe accaduto nella mattina di domenica 20 settembre nell’azienda Campo all’Aia, gestita da Giovanni Aronne e dalla sorella Marisa.

L’aggressione

Secondo la ricostruzione fornita da Pastorelli, la donna sarebbe intervenuta dopo aver notato un comportamento anomalo dei cani da guardiania. «Circondati da un branco di tre lupi», spiega la presidente, descrivendo una scena che si sarebbe consumata a pochi passi dalla stalla. Nel tentativo di proteggere gli animali dell’azienda, Marisa avrebbe cercato di allontanare i predatori, finendo però per essere colpita: «La ragazza, con un coraggio enorme, non scappa… Mentre tenta di salvare i suoi animali, un lupo le si avventa contro. L’aggredisce. Con un morso le stacca un orecchio», racconta Pastorelli.

Il ricovero e le condizioni della donna

La pastora è stata soccorsa e trasferita d’urgenza all’ospedale di Massa Marittima, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico complesso. Pastorelli riferisce che i medici hanno applicato «30 punti di sutura» e che la donna dovrà affrontare un percorso di visite specialistiche. Rimane incerta la possibilità di recuperare l’udito e la funzionalità dell’orecchio: «I medici non sanno ancora dirle se perderà completamente l’orecchio e se perderà l’udito per sempre».

Un’azienda già colpita da numerosi attacchi

Pastorelli ricorda che l’azienda non è nuova a episodi di predazione. Negli ultimi anni il gregge, composto da circa 500 pecore, avrebbe subito perdite significative: «Un gregge di 500 pecore che ha già perso 50 capi in una sola notte, poi una, due pecore sparite di continuo, e pochi giorni fa l’uccisione di un cane da guardiania». Una situazione che, secondo il Comitato pastori d’Italia, avrebbe lasciato la famiglia Aronne in una condizione di isolamento e difficoltà nel trovare risposte dalle istituzioni.

La denuncia

Pastorelli sostiene che Giovanni Aronne avrebbe cercato aiuto rivolgendosi alle forze dell’ordine e alla guardia forestale, senza ottenere indicazioni risolutive: «La risposta? Che doveva appellarsi alle guardie provinciali. Da solo, lasciato solo a combattere un problema enorme». La presidente punta il dito contro la mancata applicazione della normativa europea che prevede il passaggio del lupo da specie “strettamente protetta” a specie “protetta”, una modifica che — secondo il Comitato — consentirebbe interventi più incisivi nei casi di pericolo: «È una vergogna che l’Italia, ancora una volta, non attui la legge… Una legge che permetterebbe la gestione e, nei casi di pericolo, come questo di Valpiana, l’abbattimento».

L’appello alle istituzioni

Pastorelli conclude rivolgendosi direttamente al ministro Gilberto Pichetto Fratin e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, chiedendo sostegno concreto per la famiglia Aronne: «Questa famiglia non sia lasciata sola, sia data solidarietà, sostegno morale e i dovuti riconoscimenti ad una persona che resterà invalida permanente per colpa di un animale protetto dallo Stato».

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