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I tuffi? Vietati, ma non si sapeva: l’ordinanza pubblicata tre giorni dopo – Il caso in Feniglia

di Ivana Agostini
La spiaggia della Feniglia (foto d’archivio Enzo Russo)
La spiaggia della Feniglia (foto d’archivio Enzo Russo)

Trovati batteri in mare: l’ordinanza del 14 agosto è stata pubblicata il 17. E nessun cartello in spiaggia: Sei Toscana (che doveva installarli) non è stata avvisata

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ANSEDONIA. ll divieto di balneazione c’era, ma non c’erano i cartelli che avvisavano di non fare il bagno.

Cosa è successo

È successo in Feniglia lato Ansedonia, nella zona dove si trovano gli stabilimenti balneari e dove Arpat: durante uno dei prelievi che l’agenzia effettua una volta al mese per verificare l’eventuale presenza di batteri nocivi per gli esseri umani, ha rilevato che gli enterococchi intestinali avevano registrato uno sforamento dei parametri di legge. Era il 12 agosto, i risultati sono arrivati il 14. A quel punto il Comune, nella persona del sindaco Andrea Casamenti, ha firmato la relativa ordinanza di divieto di balneazione alle 14, disponendo «la chiusura temporanea dell’area di balneazione denominata Feniglia – lato Ansedonia».

I tempi

L’ordinanza ha anche disposto l’apposizione del divieto di balneazione mediante idonea segnaletica sulle porzioni di spiaggia corrispondenti alle aree interessate e degli accessi al mare. A provvedere all’affissione dei cartelli, come scritto nell’ordinanza, avrebbe dovuto essere Sei Toscana. Ma quei cartelli sulla spiaggia non ci sono arrivati, perché a nessuno pare sia stato detto. Siano essi singoli cittadini, stabilimenti balneari o la stessa Sei Toscana, che contattata da Il Tirreno conferma di non aver ricevuto comunicazione dal Comune.

Questo perché l’ordinanza, complice probabilmente il fatto che fosse il pomeriggio del venerdì prima di Ferragosto, è stata pubblicata solo il 17, giorno in cui l’ente lagunare ha pubblicato un’altra ordinanza, con la quale disponeva la riapertura dell’area alla balneazione dopo i prelievi di Arpat che attestavano che i valori erano tornati normali.

Dall’Albo pretorio

Tra l’altro andando a vedere l’albo pretorio del Comune di Orbetello è emerso che i divieti erano persino due, l’altro in zona Bengodi: anche in questo caso i risultati erano stati trasmessi il 13 agosto al Comune, ma le ordinanze (quella di divieto e quella di revoca) sono state pubblicate il 18 agosto. In ogni caso, sia sul sito internet che nei social del Comune i divieti non erano stati diffusi.

La vicenda ha fatto saltare sulla sedia gli abitanti di Ansedonia che in più di un’occasione hanno riferito di sentirsi abbandonati. Già in passato avevano riferito di divieti di balneazione e di cartelli che non erano stati affissi anche se l’ente aveva replicato che erano stati regolarmente collocati ma poi strappati. Stavolta però chi li avrebbe dovuti mettere non sapeva proprio nulla.

Il Tirreno ha chiesto ieri – 20 agosto – al Comune informazioni sulla vicenda ma non ha ancora avuto risposta. 

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