Talamone, via le reti a strascico: con la “Casa dei Pesci” il mare torna a popolarsi di specie e colori
Pesce balestra, ricci saetta, tordo pavone e molte altre specie che Paolo Fanciulli fotografa sulla sua barca da pesca
TALAMONE. Pesci balestra, branchi di occhiate, grandi ombrine, stelle marine e tante altre forme di vita. Il mare intorno a Talamone sta tornando a popolarsi di vita. Lo testimonia colui che ha voluto la Casa dei pesci, Paolo Fanciulli conosciuto da tutti come Paolo il Pescatore. «Fino a pochi anni fa qui passavano le reti a strascico, che distruggevano habitat e biodiversità – dice Fanciulli – Oggi, grazie alle nostre battaglie e al progetto di Casa dei Pesci, il mare sta dimostrando una straordinaria capacità di rigenerarsi. Il ripopolamento è sotto gli occhi di tutti: dove il fondale viene protetto, la vita ritorna».
Paolo il Pescatore lo testimonia mostrando pesci trovati nel mare di Talamone: pesce balestra, ricci saetta, tordo pavone e molte altre specie che Fanciulli fotografa sulla sua barca da pesca. «La Casa dei pesci – aggiunge Fancilli – sta ripopolando le nostre coste. Tutelare il mare vuol dire salvare la biodiversità. Il pesce balestra che è tornato nel nostro mare, per esempio, potrebbe aiutarci anche con il granchio blu: mangia crostacei, aragoste e con il granchio blu può essere un nostro alleato come il polpo».
Proprio sul polpo Fanciulli esprime la sua teoria. «Il granchio blu (Callinectes sapidus) – continua il pescatore – è una specie invasiva che in diverse aree del Mediterraneo sta creando forti impatti sugli ecosistemi costieri e sulla pesca artigianale, soprattutto su molluschi e altre specie bentoniche. Tra i suoi predatori naturali c’è il polpo, che è in grado di catturare e nutrirsi di granchi grazie alla sua saliva ricca di sostanze con effetto paralizzante che ne facilitano la predazione. Per questo motivo – suggerisce – si propone di valutare con attenzione misure di tutela del polpo, incluso un possibile periodo di fermo della pesca, come strumento ecologico da affiancare ad altre strategie di gestione del granchio blu. Un approccio basato sull’equilibrio naturale può diventare parte della soluzione, insieme alla ricerca e alla gestione della specie invasiva».
Non a caso Paolo il Pescatore ha creato – oltre alla Casa dei pesci ormai celebre in tutto il mondo – anche la Casa dei polpi: anfore di terracotta gettate in mare che diventano la casa dove il polpo va naturalmente a riprodursi. La “Casa dei polpi” è un progetto che prevede anfore per proteggere i polpi che sono in via di estinzione. Si tratta di un progetto sperimentale che era stato presentato nel 2024 Talamone. L’obiettivo è quello di gettare in mare ventimila anfore di terracotta. I polpi sono in via di estinzione a causa delle moltissime trappole che vengono messe in mare per la loro pesca. Per questo motivo è stato ideato un progetto analogo a quello che cerca di combattere la pesca a strascico illegale.
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