Grosseto, trecento file pedopornografici nel pc: arrestato un uomo – «Minori ritratti in rapporti con adulti e anche animali»
Il 54enne, residente sul Monte Amiata, avrebbe catalogato il materiale e non sarebbe imbattuto per sbaglio nei file
GROSSETO. Lo hanno arrestato gli agenti della polizia postale, dopo che dal suo computer sono spuntati fuori centinaia di file pedopornografici, tra video e foto: quasi 800 quelli che sarebbero stati complessivamente scaricati, con almeno 300 reperiti nelle memorie a sua disposizione. Materiale che sarebbe stato scaricato da una piattaforma informatica e che l’uomo – un 54enne abitante sul Monte Amiata – avrebbe prelevato consapevolmente. Minori ritratti in rapporti con adulti, anche incestuosi, se non anche con animali.
Le indagini
La perquisizione informatica e l’arresto sono stati le conseguenze di un’operazione a vasto raggio partita dal Centro per la sicurezza cibernetica di Firenze, la cosiddetta “Operazione Mariposa” sotto le direttive della Procura per i minori del capoluogo toscano in funzione distrettuale. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Alessandro Moffa, il medesimo che insieme al collega Sandro Cutringelli si è occupato un mese fa di un altro fascicolo per Grosseto, quello relativo a un 63enne arrestato perché nel suo computer erano stati trovati oltre 50mila file pedopornografici.
Gli specialisti della polizia di stato hanno preso in esame numerose piattaforme di file sharing, cioè di condivisione di materiali di vario genere. Si sono concentrati su coloro che scambiavano file a carattere sicuramente pedopornografico, hanno individuato i possibili responsabili, hanno stabilito che in taluni casi il traffico non era occasionale ma continuativo e che si era protratto per mesi, anche per più di un anno.
La perquisizione
Così sarebbe avvenuto per il 54enne, che si identificava sulla piattaforma e-Donkey con un nickname: a lui agenti della polizia postale sono risaliti grazie all’individuazione dell’Ip attraverso il quale venivano effettuati i collegamenti. Una volta sicuri che l’utente avesse scaricato dalla piattaforma i file di interesse, cioè a carattere pedopornografico (ne sarebbero stati caricati quasi 800), gli agenti sono intervenuti, presentandosi a casa dell’uomo. Hanno perquisito casa, hanno trovato il pc, hanno compiuto le operazioni preliminari di ricerca dei file attraverso apparecchiature specifiche, scandagliando le memorie a disposizione dell’uomo, trovando inizialmente i riscontri allo scaricamento di 36 file ritenuti di interesse investigativo.
I file catalogati
Il 54enne avrebbe catalogato il materiale e, comunque, non sarebbe imbattuto per sbaglio nei file. I video sarebbero stati trovati in un paio di cartelle diverse dell’hard disk, 80 in una e 220 in un’altra, e coprirebbero un arco di tempo di oltre diciotto mesi. File scaricati ma non distribuiti dal 54enne. Bambini tra anche di età minore ai dieci anni, verosimilmente non oltre i 14.
L’arresto
Di fronte a questo quadro la polizia postale, unitamente al sequestro del computer e delle memorie informatiche, ha proceduto all’arresto in flagranza per il possesso di questo materiale ritenuto ingente a carattere pedopornografico, cioè gli almeno 300 file nel quale sarebbe evidente lo sfruttamento sessuali di bambini. L’attività illecita contestata sarebbe iniziata diverso tempo fa, dalla fine del 2024, e sarebbe stata ancora in atto. Anche per queste considerazioni è scattato l’arresto.
L’uomo è stato portato nel carcere di via Saffi. All’uomo, che lavora in una ditta della montagna e che è assistito dall’avvocata Mara Renzetti, il sostituto procuratore Mauro Lavra contesta la violazione dell’articolo 600 quater del codice penale, con l’aggravante dell’ingente mole di file detenuti. La misura è stata chiesta sia per evitare la reiterazione del reato, sia per scongiurare un eventuale pericolo di fuga.
Lunedì mattina (15 giugno) in Tribunale l’udienza di convalida davanti al giudice Giuseppe Coniglio.
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