«Buonasera, c’è un caprone al pub»: appello a Santa Fiora per trovare il proprietario
L'animale è stato trovato a spasso per il paese e adesso è in custodia. Al deposito municipale si attende l’arrivo dell’esperto veterinario: intanto si è fatto avanti un sedicente padrone
SANTA FIORA. «Buonasera, c’è un “becco” fuori dal pub». Inizia così, fuori da un noto locale del paese neanche fosse quella pubblicità della birra, la curiosa vicenda che ha fatto sorridere mezza Amiata grossetana.
Il caprone (in attesa della conferma dell’esperto, perché ufficialmente si può dire solo che è di genere ignoto e che ha più di un anno di età) viene avvistato giovedì sera davanti a Le Rocce, in via della Peschiera, di fronte al parco/area concerti nella zona sud del borgo. Da dove sia sbucata chi lo sa, cosa farne … si chiama la Municipale. Fatto sta che l’animale, dopo un po’ di iniziale diffidenza, si lascia avvicinare e quindi assicurare con un guinzaglio di fortuna al corrimano di via Fuori Porta; e fotografare, perché un incontro così chissà quando ti ricapita.
Parte la triangolazione di telefonate con il vicesindaco Francesco Biondi e la comandante della polizia locale Chiara Miattini. Prima cosa da fare è trovare un riparo per l’ospite inatteso, ché di certo non può continuare a circolare liberamente per il paese: è un pericolo per le persone e per se stesso, e poi c’è tutto l’aspetto sanitario da considerare. Com’è come non è alla fine la sistemazione si trova ai magazzini comunali, nella parte recintata dei giardini dove già alloggiano gli asini del municipio: erba da brucare ce n’è e i “coinquilini” tanto non si lamentano. Quindi viene attivato il servizio veterinario.
In seconda battuta c’è da trovare il padrone del becco (sempre in attesa di conferma) perché è vero che è sbucato fuori da chissà dove ma di qualcuno deve pur essere, visto che ruminanti allo stato brado non è che ce ne siano tantissimi in paese e dintorni. Marca auricolare e bolo ruminale però, cioè il cartellino all’orecchio e il microchip sottocutaneo per l’identificazione, se ci sono a occhio nudo non si vedono; e poi è tardi.
L’indomani quindi, cioè oggi, si fa un bel post sui social del Comune: «È stata trovata una capra a Santa Fiora. Chi l'avesse smarrita si rivolga alla polizia municipale». E si aspetta, mentre nel frattempo si formulano ipotesi sull’animale: «Potrebbe essere un ottimo sistema per tenere sotto controllo le erbacce in giro per il paese, a basso costo», consiglia un’utente, mentre un’altra suggerisce di acquisire i filmati delle videocamere del circuito di videosorveglianza. In molti si preoccupano per la sua sorte (siamo comunque sotto Pasqua e non si sa mai) e – ma solo per dovere di cronaca – c’è anche chi lo riconosce come la propria consorte, avvisando: «Arrivo a prenderla».
Ridendo e scherzando, però, attirato dal tamtam un sedicente padrone si fa avanti davvero: è di Arcidosso, pare, ed è a lui che gli agenti danno credito e un appuntamento al Comando di via Roccaccia, al quale si reca nel pomeriggio. Lieto fine? Non esattamente, o almeno non ancora. Il becco (a questo punto lo diamo per assodato) non è animale da cortile e bisogna dimostrarne – documenti, marca e microchip – la proprietà.
L’iter è avviato, insomma, ma secondo le previsioni potrebbe arrivare a conclusione solo la settimana prossima. In caso di esito negativo allora si cercherà un’associazione che se ne possa prendere cura.
