La Maremma dice addio a Gunther, artista che accese la “Primavera”
Travolto da un’auto nella sua città in Germania: aveva 81 anni, molti dei quali trascorsi a Grosseto, dove lascia tanti amici e un segno indelebile
GROSSETO. Tedesco di origini polacche, un pezzo di anima e di vita a Grosseto, dove il suo talento artistico, ma soprattutto la sua umanità e la sua simpatia hanno tessuto legami profondissimi. Tanti amici veri che oggi in lacrime salutano Gunther Rechn, 81 anni, pittore, incisore e molto di più, morto sabato scorso a Berlino per le conseguenze di un tragico incidente a Cottbus, la città dove abitava in Germania.
L’ultimo atto lo racconta Germano Paolini, artista grossetano e amico fraterno di Rechn, con un post affidato alla pagina Facebook della Primavera Maremmana: «Gunther Rechn era stato investito da un’automobile mercoledì 17 dicembre mentre attraversava la strada con il suo amato cane Joey. Da allora era ricoverato in una clinica specializzata di Berlino, ma la gravità dei traumi subiti è stata purtroppo determinante. Nell’incidente era morto anche Joey. Rimarrà in tutti quelli che lo hanno conosciuto il bellissimo ricordo che le sue presenze grossetane, durate più di 15 anni, con le sue inconfondibili opere, hanno lasciato».
Primavera Maremmana, il tempo e il luogo chiave del folgorante incontro tra Rechn e questa terra. La leggendaria manifestazione che per decenni, sin dal 1976, ha riempito strade e piazze di Grosseto dei colori dell’arte e dell’entusiasmo di tanti artisti, fu il ponte che lo portò per la prima volta a Grosseto. Fosco Tarsi ed Enzo Sorini, invitati a un’esposizione in Germania, riconoscono fra i tanti il talento di Gunther Rechn. Che nel 1991, su invito appunto della Primavera, arriva per la prima volta in Maremma, esponendo al Cassero nella collettiva "Arte tedesca contemporanea". È passione a prima vista, speciale con Germano Paolini, con il quale lavora a lungo nello studio di via Ricasoli, frequentandolo per lunghi periodi dell’anno.
Dal 1994 Rechn diventa "presenza fissa" della Primavera Maremmana e di quel periodo si ricorda una bellissima mostra al Cassero Senese: nel 1997 "Stupor mundi", olii, tempere, acquarelli e chine incentrata su Federico II di Svevia. Lasciata via Ricasoli, Rechn continuerà a lavorare con Paolini negli spazi di campagna di ArteFuoriStrada, la casa atelier dell’artista grossetano a Squadre Basse. Con l’avanzare dell’età Rechn dirada i suoi viaggi a Grosseto ma è proprio qui, a Squadre Basse, che fa ritorno nel 2016 per una delle sue ultime apparizioni fisiche in Maremma: presenta la mostra "Notturni"; e in quegli stessi giorni, inventa con ArteFuoriStrada una straordinaria serata pubblica, ancora al Cassero Senese, ma nell’arena estiva della Fortezza: "Rechn & Rechn", Gunther e Urs, padre e figlio. Il primo, artista consacrato a livello internazionale, il secondo attore, quell’anno lanciato grazie a un ruolo di rilievo nel film "Il figlio di Saul", vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero.
I due si raccontano, nei rispettivi mestieri e a nel rapporto padre figlio. Lasciando un segno profondo, l’ennesimo, nel cuore dei grossetani. Gli stessi che oggi lo piangono: «Salvarelli, e Antonio Chessa, Enzo Sorini e t utto il suo "reame", Roberto Bibi Mastripieri, Roberto Saloni. ..», prova ad elencare emozionato Germano Paolini. «E, immagino tutti i collezionisti che lo conoscevano e che lui frequentava». Conquistati dall’arte di Gunther Rechn e forse chissà, da quel suo sguardo acuto e malinconico, da quel volto di poeta d’altri tempi.
