Morto a 29 anni prima di giocare la partita, ci sarà l’autopsia: indagato il presidente della squadra di calcio
Porto Ercole, disposta l’esumazione della salma per fare luce sulle cause della morte del giovane che era affetto da una patologia cardiaca
GROSSETO. È stata esumata questa mattina, al cimitero di Porto Ercole (Comune di Monte Argentario, provincia di Grosseto), la salma di Matteo Legler, morto il 3 dicembre a causa di un malore mentre stava per giocare una partita di calcio a 8 su un campo del capoluogo maremmano. Il giovane aveva 29 anni. L’esumazione è stata disposta dalla Procura, la quale vuole fare luce sulla morte del giovane, che era affetto da una patologia cardiaca che gli aveva precluso la possibilità di giocare a livello agonistico. Per questo la salma è stata portata all’obitorio di Grosseto dove sarà eseguita l’autopsia per vedere se esiste una correlazione fra la patologia cardiaca di cui soffriva e il decesso. Da verificare anche la presenza di certificati medico-sportivi che abilitassero il giovane a partecipare al torneo al quale è iscritta la società per la quale militava, necessari anche a livello amatoriale.
Indagato il presidente della squadra
In merito alla vicenda è indagato il presidente della squadra di calcio di cui Legler faceva parte: Luca Amaddii. La notizia dell’esumazione è stata una doccia gelata per la famiglia e per la comunità portercolese dove il giovane era molto conosciuto e amato. Un nuovo dolore ha colpito, così, amici e parenti che ancora stavano facendo i conti con il dolore per la scomparsa di Legler, che ha lasciato una giovane compagna in attesa del loro primo bambino la cui nascita è prevista per gennaio.
La tragedia il 3 dicembre
La tragedia si era consumata lo scorso 3 dicembre sul campo del “Frida Bottinelli Brogelli” di Grosseto, dove il “Ristorante Il Veliero”, squadra dove giocava Legler, affrontava una sfida utile per il campionato Uisp di calcio a 8. Una categoria amatoriale. Il giovane portercolese, nella squadra aveva il ruolo di portiere. In passato era stato attaccante nelle giovanili della sua Porto Ercole. L’agonismo gli era poi stato precluso a causa del suo problema al cuore. Il pallone gli era sempre rimasto nelle vene tanto che lui stesso era rimasto legato alla società del suo paese, per la quale era direttore tecnico. Mentre tutti erano pronti per giocare, Legler si era sentito male. Subito era stato preso il Dae per i primi soccorsi. Poi l’arrivo dell’ambulanza e altre pratiche di rianimazione fino alla corsa a sirene spiegate verso il Misericordia di Grosseto. Per lui, però non c’era più nulla da fare.
La famiglia aveva poi deciso, come ultimo gesto di generosità, di far procedere all’espianto delle cornee. Una morte che aveva sconvolto l’intera Maremma che adesso deve fare i conti con un altro momento straziante per la famiglia e per tutti coloro che hanno amato e amano il giovane Matteo Legler.
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=49bf73c)