Cacciatore morto, è giallo a Paganico: dal lieve incidente in auto alla tragedia, cosa non torna nella vicenda
Paganico, il 76enne era rimasto coinvolto in un lieve scontro fra due auto in galleria. Telo adagiato sul corpo davanti al punto di primo soccorso. Paese intero sotto choc
PAGANICO. C’è un paese intero sotto choc per la tragedia avvenuta nel pomeriggio di sabato 30 novembre davanti al punto di primo soccorso Asl. Sono passate da poco le 18 quando in via Mazzini viene adagiato un telo su un corpo di un uomo disteso a terra.
C’è stato un incidente, pochi minuti prima: un piccolo scontro fra due auto nella galleria di Poggio Terriccio, niente di che. Secondo una prima ricostruzione un conducente ha accusato un malore che gli ha fatto perdere il controllo del mezzo, finito poi contro il veicolo che lo precedeva. Niente di grave anche secondo gli agenti della polizia stradale di Arcidosso, arrivati sul posto grazie alla segnalazione di una pattuglia in borghese che si era trovata a passare di lì.
L’uomo al volante della macchina che ha causato il sinistro, che viene identificato in un 76enne, però, non sta bene: non sembra avere ferite evidenti ma ha bisogno di cure e viene quindi affidato al personale della confraternita della Misericordia di Paganico, che parte in direzione di via Mazzini.
Cos’è successo dalla partenza dell’ambulanza fino alla tragedia che si è consumata in piazza, tuttavia, per il momento è un giallo. Sempre secondo una prima ricostruzione, infatti, l’uomo sarebbe morto durante il tragitto, sulla barella a bordo del mezzo di soccorso, ma il telo è stato adagiato sul suo corpo disteso a terra.
Dalla confraternita mantengono il massimo riserbo sulla vicenda, sulla quale indaga la polizia, che ha dato notifica dell’accaduto al pubblico ministero di turno: il sostituto procuratore della Repubblica Mauro Lavra, che nelle prossime ore potrebbe disporre l’autopsia per chiarire le cause del decesso. La salma viene trasportata all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto e – appunto – messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nel frattempo, fino a tarda sera, la questura cerca di contattare la famiglia dell’uomo, un cacciatore pistoiese sceso in Maremma per una battuta: la moglie e la figlia, che risiedono rispettivamente a Pistoia e a Prato.
Niente di tutto questo, però, nel pomeriggio di ieri è ancora noto al piccolo paese in cui la notizia ha fatto rapidamente il giro tra gli abitanti. Un paese che si è trovato all’improvviso alle prese con una tragedia dai contorni ancora tutti da definire.
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