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Il caso

«Era lì, immobile vicino all’escavatore»: il racconto dei testimoni sulla rapina choc alle Poste di Stagno

di Stefano Taglione
«Era lì, immobile vicino all’escavatore»: il racconto dei testimoni sulla rapina choc alle Poste di Stagno

Alle 7,50 guardava l’ufficio chiuso: «Mai visto prima, era il “palo”». La fuga con 130mila euro di pensioni

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COLLESALVETTI. «Quando siamo arrivati, attorno alle 7,50, abbiamo notato una persona sospetta dietro un escavatore. Era di spalle, guardava verso le Poste. Non era sicuramente della zona e avrà avuto una cinquantina d’anni, più o meno, anche se non avendolo visto in volto non possiamo essere precisi. Solo dopo lo abbiamo ricollegato alla rapina: magari era il “palo”».

A parlare – chiedendo l’anonimato per paura di ritorsioni – sono alcune persone che ieri mattina, sabato 29 novembre, sono arrivate al lavoro in via Karl Marx, a Stagno, dove poco dopo le 8 è avvenuta la rapina choc alle Poste. Lungo la strada, da giorni, sono in corso dei lavori, ma complice il sabato (giorno prefestivo) gli operai non erano presenti, c’era solo il senso unico alternato per consentire agli automobilisti di transitare sull’unica corsia aperta.

Un uomo, «con fare sospetto», proprio in quei minuti se ne stava impalato di fronte all’edificio attendendo, apparentemente, non si sa cosa. Probabilmente – la ricostruzione successiva – che i complici entrassero in azione per portare via il bottino. Hanno atteso l’arrivo dei dipendenti, in particolare la direttrice, che sotto la minaccia di un’arma (una pistola, non è chiaro se vera o meno) è stata costretta ad aprire la cassaforte consegnando 130mila euro. «Sono entrato al lavoro velocemente, con lo scooter – racconta uno dei testimoni, un uomo –. Sa, qui tante persone vengono a fare le passeggiate con i cani, non ci abbiamo badato molto, ma effettivamente se ne stava lì impalato, da solo, a non si sa bene che cosa fare. Non abbiamo assistito alla rapina, abbiamo solo sentito le sirene della polizia successivamente, ricollegando la presenza di quell’uomo al fatto. Per amor del cielo, poteva essere anche una persona che non c’entrava niente, però la sua presenza a posteriori mi è parsa sospetta».

Indossava un cappellino, «sembrava quasi infastidito dalla nostra presenza», spiega un’altra testimone, una donna. «Dopo la rapina non c’era più», spiega un’altra persona.

L’uomo, che probabilmente appunto era il “palo”, è stato visto esattamente dalla parte opposta della strada rispetto alla sede delle Poste. Si trovava accanto a un escavatore rosso parcheggiato lì per i lavori in corso lungo la strada, ristretta con il senso unico alternato per via di alcuni lavori in profondità. «Guardava con fare sospetto – proseguono i testimoni – e sembrava alquanto in imbarazzo. Non abbiamo notato particolari macchine parcheggiate, tranne una Fiat Panda là vicino, ma non sappiamo se fosse di queste persone. Noi non abbiamo assistito alla rapina, però quando i volontari dell’Assistenza soccorrevano una delle dipendenti, lei diceva “Stavamo entrando, stavamo entrando”, quindi a quanto ho capito erano appena arrivati al lavoro per aprire. Era molto spaventata, sotto choc. L’importante è che nessuno si sia fatto male: Stagno, ormai, fra quest’episodio e il maxi-furto al Banco Bpm delle scorse settimane non è più una frazione tranquilla».

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