Corsi di formazione “fantasma” e maxi sequestro: chi sono i due grossetani indagati
I giudici confermano la misura eseguita dalle Fiamme Gialle: 600mila euro
GROSSETO. Lui ha rinunciato al riesame, mentre il ricorso di lei è stato respinto. E così nei giorni scorsi i giudici hanno convalidato il maxisequestro eseguito dai finanzieri del Comando provinciale disposto dal giudice per le indagini preliminari al termine degli approfondimenti coordinati dal sostituto procuratore Carmine Nuzzo ed eseguiti dalle stesse Fiamme Gialle.
Lui, grossetano, è Davide Bambagioni; lei, amiatina, Elena Franceschelli. I militari sono intervenuti sui conti correnti collegati a lui e sugli immobili riconducibili lei: circa 600mila euro in tutto.
Secondo quanto ricostruito dai militari maremmani, l’azienda di lei avrebbe compensato debiti erariali con crediti fiscali maturati dichiarando di aver svolto, dal 2020 al 2022, corsi di Formazione 4.0 (misura, non più attiva, prevista dal ministero delle imprese e del Made in Italy e volta a sostenere le imprese) finalizzati all’acquisizione di competenze digitali e tecniche e alla specializzazione del proprio personale. Tra le spese ammissibili quelle di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione, i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione e infine le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.
I corsi, però, non sarebbero mai stati erogati; tanto che gli stessi dipendenti dell’impresa, messi di fronte ai fogli delle presenze, hanno negato di averli mai firmati. Corsi “fantasma”, insomma, creati ad arte dall’azienda attraverso false fatture fiscali ricevute dalla società – quella di lui – incaricata di reperire i docenti e procurare il materiale didattico, nonché di offrire consulenze; prestazioni che di fatto non sarebbero mai avvenute.
“Indebita compensazione tra debiti tributari e crediti d’imposta”, si definisce. Il nome di Bambagioni, in veste di procacciatore d’affari, compare anche tra i 279 indagati in tutta Italia coinvolti in presunte irregolarità nello svolgimento dei corsi di formazione nelle aziende, con l’ipotesi di illeciti per i crediti di imposta ricevuti: la maxi inchiesta coordinata dalla Procura di Salerno.
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