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Il caso

Grosseto, entra a tutta velocità nel parcheggio e insulta la disabile: «Mongola»

di Maurizio Caldarelli

	Lorella Ronconi
Lorella Ronconi

Lo sfogo di Lorella Ronconi, paladina di tante battaglia di civiltà. È successo in un centro commerciale: «Un insulto gratuito, violento, inumano»

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GROSSETO. «Sarebbero bastati cinquanta centimetri-1 metro di differenza e io e la mia assistente saremo finiti sotto la macchina».

Lorella Ronconi, responsabile dello sportello Info handicap del Comune di Grosseto, paladina di mille battaglie per i diritti dei disabili, racconta la sua disavventura all’entrata di un centro commerciale cittadino a causa di un’automobilista frettolosa e disattenta.

«Credetemi, sono sconvolta – esordisce – ho vissuto un episodio assurdo, squallido, fortunatamente senza conseguenze, ma che mi ha lasciato ferite nel cuore. Ero con un’assistente nel piazzale di un centro commerciale, vicino al cancello di uscita, quando una macchina è entrata da sinistra nel piazzale a tutta velocità, sgommando. Dal finestrino aperto, con la paura che ci investisse ho detto: “Più piano per favore”. La risposta della donna al volante, dall’età apparente di 45-50 anni non ha bisogno di commenti o traduzioni. “Vaff…, mongola!”. Lo ha detto con rabbia e urlando. Una vergogna. Un insulto gratuito, violento, inumano. Una persona adulta, che invece di prendersi la responsabilità del suo comportamento pericoloso ha scelto di scaricare odio verso una persona disabile. Sono rimasta senza parole, non tanto per l’insulto, ma per la totale assenza di rispetto, di civiltà, di empatia. Questa è la civiltà? Questa è l’educazione? C’è ancora chiusa la parola “mongola” per insultare una persona con disabilità? Perché tanta aggressività verso chi è più fragile, verso chi è diverso e chi semplicemente chiede attenzione e sicurezza? Tra l’altro lo sa la signora che i mongoli sono gli abitanti della Mongolia? Io non ho tutte le risposte, ma so che l’unico antidoto è parlare, denunciare, educare».

Ronconi prosegue: «So che non possiamo smettere di credere in una cultura del rispetto. E so che insieme, con piccoli gesti quotidiani, possiamo cambiare questa mentalità. Il rispetto è il primo mattone della convivenza. Non lasciamo che l’ignoranza lo sgretoli. A mente fredda provo solo tristezza nei confronti di quella donna che mi ha apostrofato con quelle parole - prosegue Lorella Ronconi - Essendo in un luogo pubblico, avrei potuto chiedere al Comune di visionare le telecamere. Mi sono sentita invece di scrivere un post sui social e di raccontare tutto alla stampa per poter sensibilizzare, vorrei che la gente riflettesse. E anche dalle risposte che ho avuto da quelli che hanno letto e che ho incontrato per strada mi sono fortunatamente resa conto che ci sono ancora grossetani che si fermano per riflettere».

Lorella Ronconi tra le tante iniziative, parlando di comportamenti corretti sulla strada, ha dato vita anni fa al progetto #solounminuto per combattere la maleducazione di chi parcheggia sugli stalli per i disabili, chi impedisce a una carrozzina di passare su uno scivolo. «Quell’iniziativa – racconta Lorella – a Grosseto in fondo è servita e in molti hanno capito il problema. Diciamo che c’è stato un 30% di sensibilizzazioni, gli scivoli sono meno occupati, ma rimane un 70% di chi se ne frega delle proteste, che continua a mettere la macchina in spazi per disabili al parcheggio dell’ospedale o in centro. L’importante è continuare a indicare la strada giusta per far capire quello che è giusto».

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