Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Muore scienziata di 55 anni, era un’esperta di botanica: lascia due figlie

di Maurizio Caldarelli
La scienziata 55enne
La scienziata 55enne

Insegnante e ricercatrice all’Università della Tuscia di Viterbo, era originaria di Grosseto dove vivono i genitori e il compagno

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GROSSETO. Si svolgeranno domattina, 22 agosto, alle 11,30 nella chiesa di San Francesco i funerali di Sara Magrini, 55 anni, insegnante e ricercatrice all’Università della Tuscia di Viterbo, da anni residente a Tuscania, ma originaria di Grosseto, nella quale vivono i genitori e il compagno Andrea Caldelli, coordinatore dell’associazione L’Altra città e direttore dell’agenzia formativa di via Ambra. I funerali verranno celebrati da don Enzo Capitani.

La città e il legame

La notizia della morte di Sara si è diffusa nel corso della mattinata in città e sono in molto che hanno ricordato i suoi trascorsi di studentessa allo scientifico “Marconi”; in gioventù ha fatto parte di un gruppo francescano e oggi i vecchi amici si ritroveranno per abbracciarla e per salutarla per l’ultima volta, ma profondo cordoglio è stato espresso dai colleghi di tutto il mondo. Nonostante fosse lontana da Grosseto dai tempi dell’università, Sara ha tenuto i contatti con gli amici e ogni fine settimana passava dall’abitazione dei genitori in via Roma. Il padre è un ex professore di informatica al Commerciale” Fossombroni, la madre è un’impiegata in pensione.

La ricercatrice del dipartimento di scienze ecologiche e biologiche lascia due figlie, Giulia e Silvia, e il fratello Diego, con il quale ha sempre avuto un bellissimo rapporto. È scomparsa nella serata di mercoledì a Tuscania, per il peggioramento improvviso di un male incurabile con la quale combatteva da poco più di un anno, e da ieri sera la salma è stata trasferita al cimitero comunale di Sterpeto.

La dottoressa Magrini era considerata un’eccellenza nel suo campo: è stata tra l’altro una delle fondatrici della Banca del Germoplasma della Tuscia, una tra le poche strutture in Europa che si occupano della conservazione a lungo termine delle spore. Laureata, con tanto di dottorato, in botanica sistemica e conservazione delle pteridofite all’Università della Tuscia si è occupata anche della conservazione delle orchidee in Italia; era considerata un punto riferimento, a livello nazionale e internazionale, nel campo della conservazione botanica italiana, con competenze multidisciplinari dalla ricerca accademica all’applicazione pratica nella conservazione del patrimonio vegetale autoctono.

Nel suo curriculum sono contemplate circa 150 pubblicazioni. Innumerevoli gli incarichi della dottoressa Magrini: era membro del gruppo specialistico orchidee della commissione per la Sopravvivenza delle specie Iucn; presidente di Ribes, la rete Italiana delle Banche dei Semi; membro del gruppo specialistico per la Conservazione dei semi della Commissione per la sopravvivenza delle Specie Iucn; membro del Gruppo specialistico per le piante d'acqua dolce della Commissione per la sopravvivenza delle specie Iucn. Faceva infine parte del gruppo conservazione della natura della società Botanica Italiana.

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