Orbetello, addio a Paolo Cardoni: il grande illustratore con il mare di Talamone nel cuore
Ha disegnato molti libri, tra cui quelli di Daniel Pennac e Gianni Rodari e ha collaborato con moltissime riviste e giornali
ORBETELLO. Un grande illustratore, un amante del mare e in modo particolare di quello di Talamone dove oggi, nella sede del circolo velico alle 17.30, viene ricordato a due giorni dalla sua scomparsa.
Il borgo garibaldino piange Paolo Cardoni che era nato a Roma nel 1953.
Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma con Toti Scialoja realizzò scenografie teatrali. Dal 1979 collaborò come illustratore con agenzie pubblicitarie e con diversi giornali, l’Europeo, Airone, Gente Viaggi, Atinù.
Nella sua lunga carriera di illustratore ha “disegnato” molti libri tra i quali: Albert, Pablito, Marya, L’occhio del lupo di Daniel Pennac, Cicco e La rivolta di Buffo di Donatella Ziliotto, Che bello… di Philippe Delerm, Tonino l’invisibile di Gianni Rodari. È anche autore de Il Natale di Sasà e Cocò e Martina e il gatto scomparso.
Il ricordo
Nel 1993 ha dato vita a personaggi e scenografie del film in animazione La Freccia Azzurra (da un racconto di Gianni Rodari con la regia di Enzo D’Alò). Cardoni era molto legato a Talamone e lo testimoniano alcuni degli amici fra cui Lucio Sabbadini.
«Per Paolo Talamone è stato prima il suo mare dove tornare Sasà, il velista bambino, e diventare l’istruttore di vela di tanti amici e turisti. Poi è stato il rifugio dei suoi anni bui, alleggeriti dall’affetto del paese e degli amici del circolo della vela che lo hanno supportato trainando la sua creatività. Infine, nei suoi ultimi anni orbetellani, il borgo arroccato su uno scoglio è stata la meta dello svago con la sua barca a vela Esca e le derive da regata con cui sfrecciava fra le raffiche».
La raccolta firme per l'eutanasia
Anche il talamonese Antonio Cagnacci ha ricordato Cardoni: «Era una persona speciale che non ho mai visto sopra le righe. Spiegava sempre le cose con calma e per questo lo ammiravo: per il suo saper essere buono e per il suo essere bambino quando disegnava i fumetti. Era una persona speciale innamorata del mare, della vela e soprattutto di Talamone. Non si sottraeva all’impegno sociale. Lo ha ricordato l’associazione Luca Coscioni in una nota. Paolo ha donato il suo tempo e la sua arte alle nostre pubblicazioni di questi anni. Soprattutto all’inizio dell’avventura di Agenda Coscioni, quando lo strumento cartaceo era predominante, e dovevamo coprire oltre 30 pagine tra giornale e inserti, la sua opera ogni mese era messa a disposizione per alleggerire, abbellire e dare una riconoscibilità alle nostre storie. Lo vogliamo ricordare nella sua Talamone dove si era reso disponibile con entusiasmo all’ennesima raccolta di firme referendaria, Eutanasia Legale, dopo le tante campagne radicali in cui non si è mai risparmiato. Con il suo sorriso, le sue battute, il suo buon umore per fermare passanti, amiche e amici, e farli firmare», chiude.
