Grosseto, lavori infiniti in centro storico: «L’assessore deve dimettersi»
Commercianti esasperati e delusi: non ha più la nostra fiducia
GROSSETO. Amarezza, preoccupazione, esasperazione, delusione. I commercianti della zona di via Paglialunga, via Garibaldi e piazza Martiri d’Istia, interessati dal cantiere infinito di piazza della Palma si sono ritrovati, dopo essere venuti a conoscenza della delibera di accordo della giunta comunale di Grosseto che evita una costituzione in giudizio della ditta appaltatrice Infrastrutture e Restauri di Venafro, ma che di fatto ha allungato fino a 200 giorni la conclusione dei lavori che, nella migliore delle ipotesi, potrebbero concludersi a inizio dicembre.
«Sin dall’avvio delle lavorazioni – si legge tra le righe del ricorso presentato dalla ditta Ires – è apparso evidente alle parti che fosse necessaria la redazione di una perizia di variante, per una serie di modifiche apportate dal Comune al progetto esecutivo a base di gara. La ditta, per mesi, ha richiesto l’approvazione di apposita perizia di variante, atteso che l’amministrazione ha deciso di operare modifiche, in corso di esecuzione, all’originario programma contrattuale. Talune modifiche sono state accordate e formalizzate agli organi competenti, altre modifiche pur necessarie venivano ignorate e posticipate».
«Finalmente si cominciano a vedere delle carte – sottolinea Giandomenico Torella, portavoce del comitato spontaneo commercianti di piazza della Palma – ancora prima della commissione d’inchiesta. Da una parte può far piacere, ma c’è il rischio concreto che con questi lavori non si arrivi a dicembre, ma bensì, come era nella peggiore delle ipotesi, a marzo 2026. Da queste carte è abbastanza chiaro – aggiunge Torella – il Comune sicuramente ha latitato anche per chiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza di Siena. Speriamo nel frattempo l’abbia fatto, altrimenti siamo punto e a capo».
Il comitato dei commercianti parte dalla richiesta della commissione d’inchiesta, che andrà domani in consiglio comunale: «Ci auguriamo che ci sia l’unanimità. È un risultato comunque eccezionale: entro novanta giorni si dovranno conoscere le risultanze. È un punto di partenza – aggiungere – per ridiscutere tutta questa faccenda che lascia trasparire uno scollamento da luglio 2024, quando Ires ha chiesto di vedere la nuova perizia di variante, aggiungendo che non avrebbero mosso una virgola senza l’approvazione della Soprintendenza di Siena».
I commercianti rincarano poi la dose: «Risulta evidente che, venga approvata o meno la commissione d’inchiesta, ci sono delle responsabilità politiche, da parte del management del Comune di Grosseto. Buon senso, etica e buona educazione vorrebbero che l’assessore ai lavori pubblici Ginanneschi presentasse le sue dimissioni. Piazza della Palma è la punta dell’iceberg di una situazione disastrosa del Pnrr e quindi, a nostro parere, sarebbe buona cosa che o il sindaco di sua iniziativa o lo stesso assessore presentasse le sue dimissioni. Lo riteniamo non risolutivo ma è una questione di buon senso e di buona amministrazione, ha perso la nostra fiducia come amministratore pubblico, non ci fidiamo più di lui».
Dalla consegna dei lavori del cantiere, avvenuta il 3 maggio 2024, due attività, La Chiccaia e l’Archetto, hanno chiuso per sempre i battenti, mentre gli altri stanno resistendo, nonostante le grandi difficoltà. «Questa deve essere una svolta – dicono i titolari di Movida, Perlage e Manga Genesis – adesso non si scherza più. Grazie ai bollini rossi e a una mobilitazione generale siamo riusciti a ottenere dei risultati, ma quanto possiamo ancora andare avanti? ».
«Ho visto ridurre di due terzi la possibilità di accogliere i clienti – aggiunge Bruno Mulas del Movida – non ho più la possibilità di fare musica. Non è immaginabile un altro anno con le transenne davanti alla porta». «Il danno è stato fatto la scorsa estate – prosegue Giandomenico Torella, in veste di ex commerciante – io, con Cristian e Monica dell’Archetto siamo state le prime vittime, ma ne stanno risentendo economicamente altre persone. La proprietaria del mio fondo, da quando ho chiuso a novembre, è riuscita solo una volta a far vedere i locali per affittarli, perché è ormai diventato possibile poterci arrivare. Sta perdendo 400-500 euro al mese per chissà quanti altri mesi. Uno scherzo che le cosa 25-30mila euro. Per non parlare degli abitanti di via Garibaldi, che sono reclusi in casa, costretti a entrare dalla porta secondaria. Per non parlare dei disabili che non trovano il parcheggio e delle difficoltà di circolazione per quelle strade. Mi auguro che non ci sia mai bisogno di un’ambulanza. Aspettiamo di vedere come finisce la questione, quali sono i responsabili e poi chiederemo il risarcimento del danno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
