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Contatori ko, nuova caso di maxi bolletta: cosa fare per evitare la stangata

di Maurizio Caldarelli
Contatori ko, nuova caso di maxi bolletta: cosa fare per evitare la stangata

La fatturazione da 50 euro al mese, a fine anno, schizza sopra i 2.300. Confconsumatori: «Strumenti sofisticati, se non funzionano è caos»

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GROSSETO. Il caso Antonio Catani, il ristoratore che si è visto addebitare una bolletta di oltre 26mila euro (ma che alla fine, grazie al clamore mediatico, ha avuto dal gestore una nota di credito), non è purtroppo isolato e sempre più persone nelle ultime settimane si sono rivolte allo sportello dell’associazione Confconsumatori in via della Prefettura per contestare bollette per il servizio di energia elettrica; fatture il cui ammontare, a parere dei clienti che fanno ricorso, sembra sia più elevato rispetto al solito consumo, a causa del malfunzionamento dei contatori.

«E questo è pericoloso – premette l’avvocata Sara Serritiello, consulente di Confconsumatori – I contatori sono strumenti sofisticati, sui quali si fa riferimento per il rilevamento dei consumi, e diventa un problema se non funzionano».

Arriva da Pitigliano un nuovo caso di maxibolletta, anche in questa occasione conclusa positivamente per l’utente. Una giovane associata si è vista recapitare una fattura di conguaglio per l’energia elettrica di 2.308,68 euro. La fatturazione per tutto il 2024 era stata regolare, ma la bolletta di chiusura dell’anno non era in linea con quanto pagato nei mesi precedenti, considerando che l’utente vive sola in una casa di 60 metri quadri, lavora tutto il giorno e la sua bolletta non supera mai i 50 euro.

«Un reclamo che ha avuto esito positivo – ribadisce Serritiello – È venuto fuori, dopo le necessarie verifiche del caso, che il contatore non ha fatto il suo dovere: il gestore ha riconosciuto l’erroneo consumo accertando tra l’altro che il contatore per oltre un anno non era stato raggiungibile dalla telegestione ed erano stati calcolati consumi non reali. Di conseguenza, la compagnia erogatrice ha emesso una fattura a credito dell’utente per pari importo».

In questi giorni, ci sono stati comunque cittadini che hanno protestato per importi non congrui. Un altro caso è accaduto a Grosseto, e da una prima verifica sembra ci sia un problema al contatore, con una bolletta da due mesi per un importo di 900 euro. Secondo la compagnia il malfunzionamento dello strumento non ha influito sulla bolletta, ma sono in corso verifiche.

«Si parla di mercato libero – dice invece il presidente nazionale di Confconsumatori, l’avvocato grossetano Marco Festelli – ma le compagnie di gas ed energia elettrica non sono entrate nell’ottica di essere vicine al cliente, che per loro deve essere quello che deve sottostare a certe norme e garantire un certo introito. Invece di trattare gli utenti come dei sudditi servirebbe instaurare un rapporto di collaborazione, di conoscenza. Come può non accorgersi il gestore di un importo anormale come i 26mila euro richiesti a Catani o i 2.300 della signora di Pitigliano che ne pagava 50 al mese? Potrebbero avvisare il cliente, prima di spedire la fattura e magari chiedere se ha avuto una maggiore necessità di energia. Un po’ come sta facendo AdF, che avverte i clienti che di fronte a importi diversi dal solito avverte c’è un’anomalia nel consumo, in modo da verificare se si tratta di un guasto o se in effetti l’utente ha utilizzato più acqua del previsto. Non si potrebbe prevedere una cosa del genere? Il mio consiglio – aggiunge Festelli – è di non pagare mai con il Rid bancario, perché se cifre del genere vengono passate dalla banca, è difficile poi riavere gli importi. Con altri metodi di pagamento si riesce invece ad avere sempre in pugno la situazione».

Le ultime raccomandazioni agli utenti arrivano ancora da Serritiello: «Occorre controllare sempre che le letture siano reali e comunque di fare attenzione alla normalità dei consumi addebitati e risultanti dal contatore: in almeno due casi infatti, nelle ultime settimane, i contatori sono risultati non funzionanti. Chi dovesse trovarsi in queste situazioni sappia che la società energetica deve ricostruire i consumi secondo la media degli anni precedenti». 


 

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