Grosseto, via Almirante si può fare: respinto il ricorso al Consiglio di Stato del Pci
Era stato uno degli strumenti, unitamente a una raccolta firme, a manifestazioni e presidi, con il quale forze politiche, sindacati e associazioni si erano opposti alla decisione di intitolazione della strada all’ex gerarca fascista, passata attraverso diverse fasi
GROSSETO. «Il ricorso non è meritevole di accoglimento». Il Consiglio di stato, sezione prima, ha ritenuto regolare l’iter per l’intitolazione di una via a Giorgio Almirante, a Grosseto, e ha respinto il ricorso straordinario al presidente della Repubblica presentato oltre un anno fa da Sabrina Ciaffarafà, del Comitato regionale del Pci.
Il ricorso
Il ricorso era stato uno degli strumenti (unitamente a una raccolta firme, a manifestazioni e presidi) con il quale forze politiche, sindacati e associazioni si erano opposti alla decisione di intitolazione della strada all’ex gerarca fascista, passata attraverso diverse fasi. «Almirante fu responsabile di numerosi delitti consumati sul nostro territorio», aveva detto lo stesso Pci. Così erano state impugnate la delibera di giunta che aveva approvato la decisione della commissione toponomastica e il verbale di questa stessa commissione, la delibera del consiglio comunale approvata a maggioranza, la circolare del ministero dell’interno sulla attribuzione delle denominazioni a piazze o strade. Atti tutti risalenti ai primi mesi del 2023. Dall’estate 2023 erano intervenuti altri atti, non oggetto però di impugnazione.
Il procedimento
Il procedimento prese avvio nell’aprile 2018, quando fu approvata a maggioranza la delibera riguardante una mozione con la quale il consiglio comunale invitava la giunta a portare la mozione stessa all’Ufficio toponomastica “per l’intitolazione di una via, strada, piazza a Giorgio Almirante politico italiano, una via strada o piazza a Enrico Berlinguer, politico italiano e una strada o piazza intitolata Pacificazione Nazionale”. Nel marzo 2023, la giunta individuò il tratto stradale nella lottizzazione “il Poggione” da denominare come “via della Pacificazione Nazionale”, disponendo di attribuire, al lato sinistro, il nome di “via Enrico Berlinguer” e, al lato destro, il nome di “via Giorgio Almirante”. La decisione era stata trasmessa alla Prefettura, a maggio era poi stata approvata in consiglio un’ulteriore mozione. In Prefettura era stata tenuta una riunione per valutare gli eventuali problemi di ordine e sicurezza pubblica, a settembre la stessa Prefettura aveva rilasciato il nulla osta, dopo aver acquisito i pareri (obbligatori ma non vincolanti) rilasciati dalla Deputazione di storia patria e dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio. Il procedimento risulta esente da vizi, secondo il Consiglio di stato. Non ci sono state né carenze di motivazione né violazioni nell’iter. Gli atti risultano correttamente consequenziali. La delibera di giunta richiama il verbale della commissione toponomastica nonché la mozione del 2018. Non ci sono state omissioni nei nulla osta e nei pareri della Prefettura e della Deputazione (“correttamente la delibera di giunta avversata precede la richiesta di autorizzazione al prefetto”). «Il Comune è l’esclusivo titolare della funzione amministrativa di toponomastica, mentre il Prefetto è chiamato a rilasciare o meno l’autorizzazione basandosi su ragioni di tutela dell’ordine pubblico o esigenze di regolarità anagrafica – osserva ancora il Consiglio di stato -. Ne segue che il corretto procedimento per l’intitolazione di nuove strade si articola in due fasi, la prima delle quali consta della delibera di giunta comunale e, la seconda, del nulla osta del prefetto. Di guisa che, in assenza di una preventiva deliberazione di giunta non vi sarebbe alcuna ipotesi di intitolazione da sottoporre al vaglio prefettizio».
Censura infondata
Infine è stata ritenuta infondata la censura rivolta alla circolare ministeriale 82 del giugno 2023, che nel ricorso era stata ritenuta adottata in contrasto anche con la Costituzione: «Essa – scrive il Consiglio di stato - è una circolare interpretativa destinata a garantire un’uniforme applicazione delle norme che ripartiscono le competenze tra Prefetture e Comuni in ordine alla toponomastica stradale, mantenendo in capo al prefetto non soltanto l’esercizio meramente tecnico di verifica dell’esattezza anagrafica dei dati, dell’assenza di duplicazioni e dell’esclusione delle valutazioni di carattere storico dell’intitolazione», secondo l’assunto di parte ricorrente, ma anche l’esercizio di un più ampio potere valutativo discrezionale sotto il profilo delle condizioni afferenti l’ordine pubblico, nel caso di specie ben esercitato dal prefetto di Grosseto».
Il commento del sindaco
Sui social, a commento della decisione, scrive il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «Game over», cioè la partita è terminata. «Non ci sono motivi per ritenere illegittima l’intitolazione di una via a Giorgio Almirante – dice il sindaco - Chi chiedeva l’annullamento della nostra scelta ha dunque avuto torto: è il Comune l’esclusivo titolare delle decisioni sul nome delle vie. E tutto il percorso intrapreso è stato assolutamente corretto. Abbiamo sempre agito con buonsenso e nel rispetto delle regole».
