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Cinque “piccoli” Comuni della Maremma si alleano per costituire un distretto biologico

di Matteo Scardigli
Cinque “piccoli” Comuni della Maremma si alleano per costituire un distretto biologico

Lo sforzo economico e organizzativo per la costituzione e la gestione di una realtà comunque complessa potrebbe apparire titanico per i territori, che messi insieme non arrivano a 11mila abitanti. Ma ci sarebbe un grande partner pronto a sostenere il progetto

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PITIGLIANO. All’esclusivo tavolo dei distretti biologici sta per sedersi un nuovo contendente che ha tutte le intenzioni di giocare bene le sue carte: quello composto dai Comuni di Castell’Azzara, Roccalbegna, Semproniano e Sorano; con Pitigliano capofila ideale.

Il progetto era nell’aria da tempo e i rispettivi sindaci hanno già iniziato a muoversi, se non altro per sondare il terreno con le realtà agricole dei propri territori. Mancava una presentazione ufficiale: è arrivata quella “ufficiosa” del sindaco Giovanni Gentili: «Dopo alcuni mesi di interlocuzioni con i Comuni vicini, siamo arrivati alla conclusione di costituire un distretto biologico autonomo rispetto a quello grossetano sia a quello ipotizzato nella zona del Montecucco».

Niente mezzi termini.

Gli altri giocatori sono pesi massimi assoluti: da un lato c’è la cordata della Maremma (Capalbio, Castiglione della Pescaia, Magliano in Toscana, Manciano, Orbetello e Scansano; Grosseto capofila), dall’altro il privato gigante del vino.

Dalla loro, i cinque “piccoli” dell’Amiata avrebbero la possibilità di ritagliarsi un distretto agile e snello: a misura di tante aziende che non solamente hanno già raggiunto e ben più che consolidato la quota minima di produzione biologica necessaria per costituire un distretto, ma stanno facendo da traino a tante altre realtà che hanno avviato la conversione.

«Con la costituzione del distretto andremmo a formalizzare quello che è uno stato di fatto», conferma il primo cittadino, che poi spiega: «Oltre all’aspetto di promozione della buona pratica di produzione biologica, il consorzio permetterebbe di sbloccare l’accesso alla premialità per le aziende, sotto forma di contributi pubblici».

Gentili rivendica la paternità dell’idea, lanciata «nel corso di un’assemblea della Cia alla cantina sociale», e racconta che i primi abboccamenti con i corrispettivi dei quattro Comuni vicini si sono concretizzati «in una riunione a fine luglio».

Il prossimo passo, annuncia il sindaco, sarà nei primi giorni di ottobre quando «organizzeremo un incontro con le associazioni di categoria e tutti gli agricoltori interessati ad aderire all’accordo di distretto». Accordo che dovrà essere accompagnato da un piano economico territoriale.

Lo sforzo economico e organizzativo per la costituzione e la gestione di una realtà comunque complessa potrebbe apparire titanico per i cinque piccoli municipi, divisi dalla politica (Castell’Azzara, Roccalbegna e Semproniano sono amministrate da giunte che gravitano attorno al centrodestra, Pitigliano e Sorano al centrosinistra) e che messi assieme non arrivano agli 11mila residenti.

Ma il primo cittadino – pur senza svelare le sue carte – anticipa a Il Tirreno di aver «già preso contatti con una grande realtà del territorio, che ci fornirà tutto il supporto di cui abbiamo bisogno».

Il dado è tratto: «Visto l’interesse per l’argomento contiamo su un’ampia partecipazione», chiosa infine Gentili.


 

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