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cronaca

Cartelli storti e false rotatorie, sos in viale della Repubblica

Grosseto, gli abitanti chiedono videocamere e dissuasori di velocità


20 giugno 2022 Elisabetta Giorgi


GROSSETO. Cartelli orientati male, una “falsa” rotatoria che può trarre in inganno, auto che sfrecciano tra bici e monopattini. E ben quattro incidenti (di cui uno mortale) successi in pochi giorni a maggio. La strada “dei record” è a Grosseto nel rettilineo del viale della Repubblica, davanti al parco di via Giotto; zona che ha collezionato scontri – a sentire gli abitanti che chiedono più sicurezza – per via di non pochi punti critici.

Punti critici

In viale della Repubblica, all’incrocio con via Giotto, c’è un grosso spartitraffico la cui forma può ingenerare l’idea che sia una rotatoria e invece non lo è (di fatto è una “finta rotatoria”), tant’è che manca il tipico cartello con le freccette in circolo. La differenza è sostanziale, perché chi impegna questo tratto non gode del diritto di precedenza come succederebbe se si trovasse in una rotatoria vera e propria. Tuttavia la conformazione “somigliante” può portare all’equivoco e chi ha già impegnato lo spartitraffico può pensare erroneamente di avere la precedenza, anche se non ce l’ha. Per chi abita in zona «basterebbe una semplice segnaletica orizzontale o verticale di “dare precedenza”, per dar modo a chi circola di fermarsi senza rischiare qualche scontro».

Fino a un paio di settimane fa, nello spartitraffico c’erano anche alcuni cartelli orientati male (fatta la segnalazione, uno è stato risistemato nel verso giusto dalla pattuglia intervenuta). Stesso problema rilevato in un’altra rotatoria: quella (stavolta “perfetta”) all’intersezione tra viale della Repubblica, via Aldi, via Fattori, via Michelangelo e via De Nicola.

Per chi arriva da via Michelangelo il cartello nello spartitraffico è orientato male e non si vede. Sempre all’altezza della rotatoria tra viale della Repubblica e via De Nicola ce n’è uno con un palo semidistrutto. Ma uno dei punti considerati più dolenti è la rotatoria tra viale della Repubblica e via Cimabue, dove tra le altre cose si incrocia la traiettoria tra le bici (v. foto qui a destra) che percorrono la ciclabile e sono dirette a sinistra verso Marina, e le auto che sono dirette a destra verso via Cimabue.

Il Comune interviene?

Contattato dal Tirreno, l’assessore alla mobilità Riccardo Megale risponde di aver chiesto «un monitoraggio agli uffici della Municipale per avere dati che inoltrerò ai tecnici della mobilità, per capire se e come si possa intervenire per rendere più sicuri questi tratti stradali».

Il farmacista ciclista

Carlo Ronconi, ex farmacista (oggi in pensione), proprio su viale della Repubblica scrive una lettera aperta al Tirreno in cui spiega di voler «continuare a sottolineare quelli che non sono solo disagi, ma veri e costanti pericoli. Parlo non come uomo “della” strada ma come uomo “sulla” strada, un ciclista urbano (da 23 anni a Grosseto, uno dei pochi che indossa il casco di protezione) che si vede costretto a schivare fratture sull’asfalto, buche (talvolta crateri), improvvisi tombini sia sotto che sopra il livello del manto stradale, ma soprattutto la scarsa civiltà di chi guida mezzi di tutti i tipi. Sicuramente ci sono poca educazione stradale e rispetto dell’altro. Quando vedo alla guida di un’auto una persona che non solo impugna un pezzo di schiacciata ma contemporaneamente con l’altra mano telefona mi viene da chiedere come faccia a guidare e quale attenzione riservi alla strada. Si somma a questo una non facile sorveglianza di divieti e limiti di velocità da parte di chi dovrebbe, anche se le modalità per farlo non mi pare manchino. Abito in un quadrilatero che potrei definire talvolta una sorta di riscaldamento per gare di Formula 1: via Andrea del Sarto, viale della Repubblica, via De Nicola e via Einaudi, per non parlare del chilometro lanciato verso la nuova propaggine del Casalone e dell’Aurelia Antica. Piccoli tentativi sono stati fatti con dissuasori e riduzione del limite di velocità a 40 km orari sul viale della Repubblica (dopo i funesti eventi di alcuni anni fa che avevano visto la morte i due ciclisti) – dice Ronconi – ma deterrenti veri e propri come videocamere di sorveglianza con rilevatori di velocità per colpire i trasgressori nemmeno l’ombra. Anni fa fu fatto un tentativo con un autovelox su via Andrea Sarto per un breve periodo prima della costruzione della rotatoria di via della Repubblica ma posso assicurarvi che, se in questo momento fosse attivo un dispositivo per rilevare la velocità, solo due macchine su 10 sarebbero in regola con una velocità di 50 all’ora: per tutte le altre si sfiorano i 100». La città, oltretutto sempre più popolata di «nuovi pedoni velocizzati con monopattini silenziosi e quasi invisibili che stentano a stare in piedi tra buche e dossi, si meriterebbe più attenzione – chiude Ronconi – Rischiare ogni giorno di perdere la vita per distrazione o fretta altrui, se non c’è chi tutela i più deboli, diventa sempre più precario e difficile. Ma soprattutto ingiusto».

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