Multe ma anche reclusione Occhio a non sgarrare
Mentire sulle proprie generalità o violare la quarantena è reato Spostarsi senza necessità può costare da 400 a 3mila euro Sui mezzi serve la mascherina
grosseto
Occhio a chi sgarra. Il prospetto elaborato dall’Anvu a uso delle polizie locali contiene anche le sanzioni previste per chi viola le regole.
Mentire sulle proprie generalità sulla propria attività lavorativa, sul proprio stato di famiglia nell’autodichiarazione o anche in semplici dichiarazioni verbali al poliziotto che ci ferma per un controllo può costare molto caro. Si rischia infatti la reclusione da uno a sei anni.
Per il mancato rispetto della quarantena si rischia l’arresto da 3 a 18 mesi e una multa da 500 a 5mila euro.
Sono questi gli unici casi in cui, violando le regole previste dal Dpcm del 26 aprile, si commette reato.
Tutte le altre infrazioni sono punite con multe (sanzioni amministrative).
Ad esempio per chi si sposta dalla propria abitazione in mancanza di un valido motivo (necessità, lavoro, salute) e per gli esercenti attività commerciali e imprenditoriali interessati dalla temporanea chiusura dell’attività che trasgrediscano alle prescrizioni sono multati da 400 a 3mila euro. Chi commette queste violazioni non sarà comunque citato nel casellario giudiziale.
Resta l’obbligo di indossare sempre la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, nei mezzi di trasporto e in tutte le occasioni in cui non è possibile garantire la distanza di sicurezza, che è di un metro (due se si fa attività fisica).
E continua ad essere obbligatorio anche rimanere a casa se si hanno i sintomi da infezione respiratoria e febbre. —
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