Il Tirreno

Grosseto

«Toni inaccettabili da parte del sindaco e della dirigente»

chiusura scuola a borgo carige: PARLA UNA MADRE 

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CAPALBIO. Continuano le polemiche e il malcontento sulla riunione che si è tenuta martedì scorso all’ex scuola elementare di Borgo Carige di Capalbio. Punta il dito una madre, Francesca Agnese, che precisa come «la riunione indetta dall’oggi al domani dalla preside Anna Maria Carbone e dal sindaco di Capalbio Settimio Bianciardi sia stata improvvisata non tanto per condividere una soluzione ma solo per comunicare una decisione già presa, in modo autoritario senza alcun interesse per le motivazioni delle persone coinvolte. Del resto – dice la madre - i toni minacciosi, sgarbati, aggressivi, assunti dal sindaco e dalla preside e di cui si dovrebbero vergognare indicano che l’intento non era quello di discutere ma quello di imporre. La stessa frase della preside “non mi ci fate ripensare troppo altrimenti vi cambio le maestre ai vostri figli” esprime un e l’arroganza di chi si sente forte del proprio “poterino”. La “geniale proposta didattica” del sindaco e della preside si riassume nello spostamento di parte dei bambini della primaria nel plesso a Capalbio scalo e parte nel plesso a Capalbio paese (così per esempio per chi ha più di un figlio si preannuncia una corsa contro il tempo per raggiungere prima un plesso e poi l’altro). La continuità didattica è intesa in un’ottica riduttiva, di riaccorpamento “al meglio”, che non tiene conto non solo del lavoro didattico ma anche di quello psicologico, sociale e di integrazione, sviluppato negli anni attraverso una forte cooperazione fra insegnanti, alunni e genitori a Borgo Carige. I genitori si sentivano partecipi di un modello di buona scuola, dove la disabilità di alcuni ha vissuto tranquillamente con le abilità degli altri, dove progettualità e integrazione sono stati punti di forza, dove il profitto dei bambini è indiscutibile. Una realtà che non si può ridistribuire un po’ qui e un po’ là senza tener conto della collaborazione didattica tra le insegnanti, del rapporto tra insegnanti e alunni e del rapporto tra le varie classi. Una opportunità per tutti, che non può essere dispersa dall’oggi al domani. Fortunatamente noi teniamo molto al futuro dei nostri piccoli e alla riunione eravamo in tanti e ci aspettavamo qualcosa di diverso, diciamo di più democratico. Non potevamo immaginare che tutte le decisioni erano state già prese, senza darci la possibilità di predisporre una nostra proposta scritta. Ovviamente tutti noi abbiamo un progetto ben preciso per effettuare lo spostamento del plesso e per risolvere i problemi degli altri plessi, lasciando bambini e insegnanti in un unico plesso dove poter concludere il percorso scolastico senza che nulla turbi la continuità didattica. Noi concordiamo nella decisione del sindaco su due plessi anziché tre; sono le modalità dello spostamento che vorremmo discutere e vorremmo cambiare i toni di gestione della situazione che sono stati inaccettabili. Siamo rimasti esterrefatti nel constatare che due dirigenti, con ruoli di vitale importanza per la nostra comunità e che dovrebbero essere di esempio per educazione, rispetto e correttezza, si siano comportati così: non solo la democrazia è lontana ma lo è anche il rispetto dei cittadini». —



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