«Vogliamo indietro le nostre opere d’arte»
Il neosindaco Daniele Rossi presenta la giunta e annuncia un museo dove riunire i tesori “lontani”
seggiano. Si è insediato ieri il consiglio comunale di Seggiano. La giunta sarà così composta: il sindaco Daniele Rossi tiene le deleghe sanità, personale, cultura, protezione civile e lavori pubblici. La vicesindaca è Francesca Pieri, a cui Rossi affida urbanistica, borghi rurali e frazione di Pescina, attività produttive. Assessore esterno, Manrico Dringoli, anche lui di Pescina come la vicesindaca, che si occuperà di bilancio, programmazione economica, commercio, aree cimiteriali, tributi, toponomastica. Altre deleghe saranno assegnate ai consiglieri il prossimo consiglio.
Dopo il giuramento, il sindaco ha illustrato le linee su cui intende muoversi la nuova amministrazione, a partire da un rapporto costruttivo con l’opposizione «perché è scopo comune – ha detto – rimettere in moto, in maniera decisa e con la collaborazione di tutti, la macchina amministrativa per lo sviluppo di Seggiano».
Al centro dell’azione politica, la valorizzazione del territorio e dei beni culturali a largo spettro. Il programma del governo Rossi punta sulle eccellenze dell’olio e degli altri prodotti tipici, e si picca di dare sostanza a una sala d’arte, uno spazio museale che raccolga e metta a disposizione dei visitatori anche le tante opere d’arte che appartengono a Seggiano oggi sparse fra Grosseto e Siena e non solo.
«Abbiamo qui un prezioso patrimonio artistico, sia antico che moderno, raccolto nel Giardino di Spoerri, e abbiamo in animo – chiarisce Rossi – di recuperare opere d’arte oggi non più in loco e riportarle qui a Seggiano. Mi riferisco, ad esempio, all’antefissa etrusca oggi a Grosseto, il cui ritorno riaprirebbe la possibilità di studi ulteriori sugli insediamenti etruschi e romani nella zona di Potentino, dove si trovava la scomparsa pieve di Santa Maria che vorremmo collocare nello spazio. E poi ci sono le tavole che oggi conserva la Curia e che ci appartengono: una che si trovava a Pescina di Luca di Tommè e una di Andrea Vanni».
Rossi pensa anche che la fruizione totale di ciò che di artistico Seggiano possiede debba passare dalla riapertura delle chiese e dalla riscoperta del convento del Colombaio dove fece il noviziato San Bernardino da Siena: «Non vogliamo certo riedificare il convento – precisa Rossi – ma valorizzare e riqualificare il sito, facendolo diventare luogo di appuntamenti culturali, ricostruendone la planimetria e facendolo divenire appetibile tappa turistica».
E infine per il centro storico «occorre concludere la metanizzazione – chiude Rossi – e riportarlo a vivere. C’è il progetto di albergo diffuso che potrebbe essere punto di svolta per questa rinascita». —
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