La collezione di libri del regista Umberto Lenzi donata alla biblioteca
Ieri mattina la cerimonia di consegna dei quasi mille volumi alla presenza della figlia Alessandra: tanti polizieschi che lo hanno ispirato nel cinema
massa marittima. Sono circa mille i volumi donati dalla famiglia del regista massetano Umberto Lenzi che da ieri mattina arricchiscono il patrimonio librario della biblioteca comunale Gaetano Badii di Massa Marittima.
Mille libri che raccontano la formazione culturale del regista noto per essere l’ideatore del genere poliziottesco ma che nei suoi lavori più intellettuali e ricercati ha avuto contatti, tra i molti, anche con Carlo Cassola o Luciano Bianciardi.
L’imponente patrimonio librario del regista scomparso nel 2018 a 86 anni è stato consegnato oggi alla biblioteca da parte della figlia ed erede Alessandra Lenzi. Alla consegna erano presenti l’assessore alla cultura Marco Paperini e la direttrice della biblioteca Roberta Pieraccioli. Lenzi è stato uno dei registi più significativi del cinema italiano tra gli anni Settanta e Novanta.
Annoverato da Quentin Tarantino tra i suoi maestri, è stato l’ideatore indiscusso del genere poliziottesco che ha regalato al regista grande celebrità con film come “Milano odia: la polizia non può sparare” (1974) o “Roma a mano armata” (1976), con la coppia Tomas Milian e Maurizio Merli. Ma oltre che aver firmato tantissimi film Lenzi è stato anche un apprezzato scrittore di romanzi gialli.
Il suo legame con Massa Marittima, dopo un lungo periodo di lontananza, si è rinsaldato negli ultimi anni della sua vita, quando nel 2016 fu insignito del Premio Città di Massa Marittima. Proprio per sottolineare questo legame alla fine dello scorso anno la figlia ha manifestato l’intenzione di donare alla biblioteca Gaetano Badii i libri del padre.
Una proposta accettata con entusiasmo dal Comune e ufficializzata lo scorso 30 novembre con una delibera di giunta. La donazione si compone di narrativa italiana e straniera, la cui parte più cospicua è rappresentata soprattutto da gialli e polizieschi, di cui Lenzi era appassionato lettore. «Un ritorno alle origini – ha spiegato la figlia Alessandra – sono contenta di aver fatto questa donazione a Massa Marittima e penso che mio padre apprezzerebbe. Lui è stato sempre molto legato alla città, quando frequentava l’Università di Pisa segui da vicino le vicende sociali e politiche di quegli anni, in particolare era vicino alla lotta dei minatori e poi proprio a Massa ha creato i suoi primi circoli del cinema e portato nomi come Pietro Germi e Pratolini». «Un cerchio che si chiude, era necessario riallacciare questo legame tra Umberto Lenzi e la sua città – ha aggiunto Marco Paperini – Il fatto che oggi la figlia ci abbia donato una parte della sua biblioteca significa far tornare qui la sua memoria culturale».— Giulia Sili
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