Processo Concordia, Giampedroni: "Schettino non mi cercò mai"
L’hotel director della Concordia ripercorre le drammatiche fasi di abbandono della nave
GROSSETO. "Io avevo detto con la radio Vhf che tutte le cabine erano state evacuate, ma dal ponte di comando non mi rispondeva nessuno, nemmeno per dire ok". Manrico Giampedroni, hotel director della Concordia, ricorda così quelle drammatiche fasi di abbandono della nave, la notte del 13 gennaio 2012. Sentito come testimone alla 29a udienza, l'allora indagato (ha patteggiato un anno fa) e ferito nell'incidente ha specificato di aver fatto tutto di sua iniziativa: invitato dal comandante ad assistere al passaggio ravvicinato del Giglio, Giampedroni era poi sceso al ponte 0, era risalito, era di nuovo sceso per tranquillizzare i passeggeri, era salito per la terza volta dopo non aver ricevuto risposte alla radio. "Io non compiti dopo la "prontezza" per l'imbarco", cioè la procedura che indica che tutte le cabine sono vuote e che le persone sono pronte alla muster station per l'imbarco sulle scialuppe. Giampedroni rimase ferito dopo essere precipitato dentro una porta quando le pareti erano diventate pavimenti.
L'avvocato del Codacons attacca Giampedroni. "Perchè in plancia nessuno, tranne lei che peraltro è l'hotel director, si accorse che la Costa Concordia andava verso gli scogli?", ha chiesto l'avvocato del Codacons Giuliano Leuzzi al commissario-eroe Manrico Giampedroni, testimone al processo di Grosseto. "Non lo so, li vedevo tutti zitti, intenti a fare il loro lavoro", ha risposto il teste a proposito degli ufficiali con Schettino. "E che, stavano zitti per andare tutti verso il suicidio collettivo? - ha esclamato l'avvocato Leuzzi - Che c'era un santone che guidava una setta al suicidio quella sera?", riferendosi al comandante Schettino e agli ufficiali in plancia di comando che eseguivano i suoi ordini al momento del naufragio. Il presidente del collegio del tribunale Giovanni Puliatti ha subito interrotto il legale, esentando il testimone dal seguirlo nella provocazione. Ma intanto il siparietto è andato in scena suscitando momenti di ironia in aula. Rispondendo al pm Stefano Pizza, Manrico Giampedroni, aveva ricordato che lui, stando "sull'aletta di sinistra della plancia di comando dove mi aveva invitato Schettino per seguire il passaggio vicino al Giglio, vidi gli scogli e dissi: 'Oh, li prendiamo!'". "Dalla plancia - ha detto Giampedroni - potetti vedere il punto di squarcio, il mare contro la nave faceva un effetto 'cantabruna'". Giampedroni era salito in plancia con Schettino "e una ospite del comandante", cioè la moldava Domnica Cemortan.
Giampedroni: "Rimasi 36 ore sdraiato dentro la nave". "Rimasi 36 ore sdraiato dentro la Costa Concordia nell'acqua fredda, che mi arrivava alla gola, con una frattura alla gamba sinistra, un trauma cranico. Avevo perso il telefonino, sbattei una padella per farmi sentire ed essere salvato": cosi' l'hotel director della nave Manrico Giampedroni, ha ricordato di quando rimase intrappolato nella nave durante la fase concitata dell'evacuazione davanti all'isola del Giglio. "Le pareti sono diventate pavimento e risalii sul lato sinistro dove i passeggeri aspettavano il loro turno - ha anche ricordato Giampedroni - La maggior parte evacuava con la biscaggina, ma ne vedo circa 20 che erano distaccati dal gruppo principale, allora mi avvicino per essere l'ultimo dietro di loro. Nel raggiungere queste persone camminavo sulle pareti, anche sulle porte. Alcune di queste erano verso l'esterno, ma una si apriva a rovescio così sono caduto di sotto al ponte 3. Oltre a rompermi una gamba, ebbi un trauma cranico, rimasi con l'acqua alla gola 36 ore".
Giampedroni venne definito anche commissario-eroe dai media perchè ricevette una medaglia d'oro dal Senato. La circostanza è stata evidenziata con sarcasmo dall'avvocato di alcuni passeggeri Michelina Suriano: "Ma lei ha ricevuto la medaglia perchè ha salvato dei passeggeri o perchè ha patteggiato?". Il pm si è opposto e il presidente del collegio, giudice Giovanni Puliatti ha accolto l'opposizione. Giampedroni ha patteggiato 2 anni e 6 mesi per omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose non avendo effettuato quanto previsto dai protocolli di abbandono della nave in caso di naufragio.
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