«Minaccia e picchia i compagni ma la scuola non fa nulla»: i genitori tengono a casa i figli per protesta
Succede a Grosseto dove i genitori di 10 studenti delle medie hanno deciso di mettere i propri figli in “sciopero”: una settimana a casa per proteggerli
GROSSETO. «Quel ragazzino minaccia e picchia, ha bisogno d’aiuto. Ma i nostri bambini hanno diritto a vivere tranquilli». È così che i genitori di una decina di studenti di una scuola secondaria di primo grado della città, arrivati al limite, dopo essersi rivolti agli avvocati hanno deciso di tenere i propri figli a casa a partire da oggi: una settimana di “sciopero” appellandosi all’articolo 2048 del codice civile “Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte”.
Una misura d’emergenza che le famiglie spiegano di aver adottato perché «questa cosa va avanti dall’inizio delle lezioni: quel ragazzino ha mandato un compagno in ospedale con un trauma cranico e ha preso di mira sui social due compagne scrivendo che farà loro violenza anche di notte. Ma la dirigenza – assicurano – dopo mesi e mesi di continue richieste, continua a ignorarci».
