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Scontro totale Fiorentina-Grosso: il club verso l’azione disciplinare
La società vuole portarlo di fronte alla commissione competente in ambito federale. Gli contesta il comportamento, ma adesso bisogna pensare a recuperare terreno
FIRENZE. «Quale ne l’arzanà de’ Viniziani bolle l’inverno la tenace pece a rimpalmare i legni lor non sani, ché navicar non ponno». Così Dante parlava delle imbarcazioni dell’arsenale di Venezia nel XXI canto dell’Inferno, un’antica profezia che oggi riverbera nelle menti dei tifosi fiorentini non senza destare preoccupazione. Lo sa bene Paolo Vanoli, chiamato a risollevare le sorti di una squadra ben diversa da quella che condusse alla salvezza appena tre mesi e mezzo fa, e lo sa benissimo una società che, nonostante i 130 milioni spesi in estate per i vari Oulaï, Atta, Pellegrino, Beto, Viery, Njie, Valdepeñas, Gonçalves, Dragusin e Gnonto, si è ritrovata a fare i conti con una situazione molto simile a quella già vissuta nella passata stagione.
Allora sulla panchina viola sedeva Stefano Pioli, che a Firenze ha scritto alcune delle pagine più importanti della sua carriera da calciatore e da allenatore, ma che dovette salutare dopo appena dieci partite, quattro punti e l’imbarazzante cucchiaio di legno, senza successi in campionato. In questo senso, cercando per quanto possibile di guardare il bicchiere mezzo pieno, l’esonero di Fabio Grosso dopo sole tre giornate interrompe anzitempo un percorso ancora in divenire ma che, alla lunga, difficilmente avrebbe dato i frutti desiderati: una precisa identità di gioco, quell’unione di intenti necessaria per costruire un progetto solido e duraturo, tantomeno una classifica all’altezza delle aspettative.
Nella giornata di ieri, inoltre, è emersa la notizia secondo cui la Fiorentina starebbe valutando un’azione disciplinare nei confronti dell’allenatore davanti alla commissione competente in ambito federale. Una tragedia nella tragedia.
Adesso però la priorità è una e una soltanto: cambiare rotta nel minor tempo possibile, magari già a partire dalla trasferta di domani sera sul campo del Venezia. In questi primi giorni Vanoli ha avuto modo di riprendere confidenza con il gruppo e di analizzare le caratteristiche dei singoli calciatori, specialmente i nuovi. Senza più elementi quali Gosens, Mandragora, Kean, Gudmundsson e Piccoli, la sensazione è che il tecnico varesino possa affidarsi a chi la Fiorentina la conosce da più tempo: contro i lagunari potrebbero ritrovare una maglia da titolare Ranieri e Pongracic al centro della difesa, con Dodô incaricato di presidiare la fascia destra e Fagioli in cabina di regia.
Proprio il mediano piacentino potrebbe giocare un ruolo importantissimo nella Fiorentina-bis di Paolo Vanoli: rispetto al recente passato, infatti, Fagioli rivestirà un ruolo decisamente più centrale nella squadra e avrà dalla sua la fiducia incondizionata di un allenatore che lo ha sempre apprezzato e che ora potrà consegnargli definitivamente le chiavi della Viola. Valdepeñas completerà il pacchetto arretrato, mentre in mezzo al campo Ndour e uno tra Oulaï, Brescianini e Atta andranno a costituire la diga alle spalle degli attaccanti. In queste prime uscite Atta, ex Udinese, non è apparso al meglio della condizione, di qui la possibilità di vedere l’ex atalantino Brescianini in campo dal primo minuto. Qualche dubbio, invece, in avanti, con Mastantuono, Njie e Pellegrino in vantaggio su Gonçalves e Beto. Il portoghese, però, è pronto a insidiare l’argentino per un posto negli undici titolari.
Il Venezia di Giovanni Stroppa è reduce dal rocambolesco ko di Frosinone e, come la Fiorentina, è ancora fermo a quota zero in classifica, una condizione che di fatto obbliga gli arancioneroverdi a cercare punti importanti di fronte al proprio pubblico. Il 3-5-2 sarà il modulo adottato dal tecnico lodigiano, con Bella-Kotchap ancora in dubbio dopo l’infortunio muscolare rimediato domenica scorsa e con il rientrante Yeboah pronto a far coppia con Akor Adams in attacco. Sohm in ballottaggio, soltanto panchina per l’altro ex viola Moreno.
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