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Calcio / Serie A

Fiorentina-Torino 2-2: viola beffati nel recupero

di Federico Lazzotti

	L'esultanza di Solomon dopo il primo gol della Fiorentina
L'esultanza di Solomon dopo il primo gol della Fiorentina

Il pareggio dei granata al 93’ con il gol di Maripan dopo che la Fiorentina era riuscita ad andare in vantaggio. E ora la corsa salvezza si complica

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FIRENZE. Finisce con il Franchi che fischia i giocatori della Fiorentina. Ma il pareggio dei Viola contro il Torino ha il sapore della beffa. Perché arriva in pieno recupero dopo un match che la squadra di Vanoli ha condotto per lunghi tratti, è andata sotto nel punteggio per poi ribaltare i granata in appena sei minuti, gestire il resto della gara e crollare quando il traguardo dei tre punti era a un passo. Peccato perché i tre punti avrebbero permesso di superare il Lecce e almeno per una notte abbandonare il terz’ultimo posto. Al di là del risultato però ci sono segnali che fanno bene al cuore e alla fiducia: Kean in versione passata stagione, la seconda rete in Viola di Solomon e un Harrison capace di cambiare il match.

Il primo tempo

È la Fiorentina a fare la partita grazie soprattutto alla qualità del suo centrocampo. Lo raccontano i numeri del primo tempo, dove i padroni di casa hanno almeno sei occasioni per passare in vantaggio, ma alcune parate del portiere ospite Paleari (come quella su Bresciani) , e tiri (vedi i tentativi da fuori di Kean, Mandragora e Gudmundsson) usciti di poco, negano il gol. Ma si sa che spesso la legge di Murphy riesce perfino ad entrare in uno stadio di calcio, addirittura a fare anche l’abbonamento stagionale a una squadra. Così la Fiorentina che inizia e chiude bene il primo tempo, all’intervallo si trova sotto di un gol. Il vantaggio del Torino arriva al 26’. I granata sbloccano la gara con il colpo di testa di Cesare Casadei (terzo gol dall’inizio dell’anno). La rete parte da Ilkhan, che con una traiettoria precisa pesca Casadei al limite del fuorigioco (è tenuto in gioco da Dodò), colpo di testa in tuffo da parte dell’ex Chelsea ed ecco servito lo 0-1.

Secondo tempo

La ripresa parte nel peggiore dei modi. Fischio dell’arbitro, schema per far partire l’azione dai piedi di Gudmundsson che viene messo ko da un’entrata di Ilkhan. Risultato: l’attaccante svedese è costretto a lasciare il campo. Al suo posto Harrison. Ecco che la partita cambia quando nessuno se lo aspettava più. I padroni di casa spingono come se non ci fosse un domani, e in parte è così. Prima il nuovo entrato fa le prove scodellando in mezzo, poi Mandragora pesca Solomon che di destro trova l’incrocio dei pali. Per il giocatore israeliano, arrivato a dicembre a Firenze accompagnato da polemiche politiche che non hanno nulla a che fare con il football, è il secondo gol consecutivo. Festeggiato con il pallone sotto la maglietta e il pollice in bocca per annunciare l’arrivo di un figlio. Passano sei minuti e arriva la rete di Kean su assist di Harrison. Tutto sembra destinato al meglio, alla luce. Ma quando la Fiorentina abbassa il baricentro arrivano i fantasmi. Sul primo - un tiro di Zapata - De Gea ci mette una pezza, mentre non può sulla su Maripan.

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