Fiorentina, Marco Brescianini on fire: «Non vedo l’ora di ripagare la fiducia qui a Firenze»
Il nuovo giocatore viola si presenta: «A centrocampo so fare tutto, ho parlato con il mister: è molto carico»
FIRENZE. Dopo le visite sostenute al Viola Park, Marco Brescianini è stato annunciato ufficialmente come un nuovo giocatore della Fiorentina. È a tutti gli effetti il secondo colpo di mercato della sessione di gennaio. La speranza è che abbia lo stesso impatto del primo, l’israeliano Solomon, subito decisivo con la Cremonese e in predicato di partire titolare al Franchi contro il Milan (Vanoli questa volta potrebbe optare per il 4-4-2 e l’esterno troverebbe posto sulla sinistra, lato opposto rispetto alla rivelazione Parisi).
La scheda
Tornando a Brescianini, il calciatore arriva dall’Atalanta a titolo temporaneo con diritto di riscatto a 12 milioni di euro (obbligo in caso di salvezza). Nato a Calcinate, nella Bassa bergamasca, scuola Milan, ha maturato esperienza di serie A anche a Frosinone, oltre che in nerazzurro, per un totale di 75 presenze e un bottino di 9 gol e 4 assist che non è assolutamente male per un centrocampista, senza contare i gettoni di Champions. Prenderà il numero 4 (quello di Edoardo Bove, in uscita dall’Italia dopo aver rescisso con la Roma) e sarà a disposizione già dalla prossima partita.
Le prime parole
Queste le prime parole in viola: «Sto benissimo, non vedo l’ora di mettermi in gioco. Ho avuto subito un colloquio con il mister, è stato molto piacevole, l’ho trovato molto carico. Speriamo di fare bene e di dare una mano, suderò la maglia con professionalità e impegno. Quella viola è una società con una storia incredibile, spero di ripagare la fiducia, metterò in campo tutta l’energia che posso».
Interessanti, alla luce dell’evoluzione tattica in corso alla Fiorentina, le considerazioni dello stesso Brescianini sul proprio ruolo: «Nasco come mezzala ma negli ultimi anni ho giocato anche in un centrocampo a due, i ruoli del centrocampo li conosco tutti. Preferisco giocare più vicino alla porta, per provare gli inserimenti e cercare di far gol o comunque di aiutare la squadra nella fase offensiva, ma ovviamente sarà a disposizione del mister. Esterno sinistro? Non ci ho giocato molto, penso comunque che nel calcio moderno i ruoli contino relativamente, si parla più di occupazione degli spazi. Quando si conosce quello, si è facilitati a interpretare più ruoli».
Il mercato (e il campo)
Al di là dell’imminente impegno interno di domenica con il Milan, e delle polemiche dopo il pareggio con la Lazio, è evidente che il mercato in entrata e in uscita resti un tema centrale per addetti ai lavori e tifosi. La squadra deve raccogliere punti a ogni giornata ma è evidente che le possibilità di rimonta in classifica dipenderanno in definitiva dal tipo di organico che i dirigenti saranno in grado di consegnare a Vanoli alla fine della sessione di gennaio. Con ogni probabilità si tratterà di un roster rivoluzionato, tra uscite e entrate: Dzeko, Richardson, Nicolussi Caviglia, Viti, Sabiri, Pablo Marì, Kouamè sembrano sempre più lontani dal progetto. Oltre a Solomon e Brescianini dovrebbero arrivare minimo tre elementi: un altro esterno, si parla di Hernandez del Deportivo, un attaccante, magari al posto di Dzeko e con caratteristiche diverse da Kean e Piccoli, e un difensore (la nuova suggestione è De Vrij dell’Inter).
Tutte situazioni, comprese le voci incontrollate come quelle sullo scambio Gudmundsson-Baldanzi con la Roma, che dovranno svilupparsi senza distogliere troppo l’attenzione dalle attività di campo.
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