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Kouamé, il jolly che Italiano si coccola: è il valore aggiunto della Fiorentina

di Brunella Ciullini
Kouamé, il jolly che Italiano si coccola: è il valore aggiunto della Fiorentina<br type="_moz" />

L’ivoriano ha una sola priorità: «Essere pronto sempre, a prescindere dai minuti»

19 settembre 2023
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FIRENZE.  «Ricordatevi che se devo andare a fare la guerra mi porto sempre dietro Kouamé». Mai dichiarazione di Vincenzo Italiano fu più azzeccata pensando a domenica quando l’attaccante è entrato nella ripresa al posto di uno stremato Gonzalez e ha deciso la sfida con l’Atalanta con la sua zampata, nono gol in 90 partite in viola. Il tecnico della Fiorentina disse quelle parole a fine maggio, al termine dell’ultima giornata vinta a Reggio Emilia sul Sassuolo.

Pure allora gettò nella mischia Kouamé a gara in corso e lui fu determinante con le sue giocate e i suoi guizzi da giocatore capace di “spaccare” un risultato. Come appunto è avvenuto l’altra sera, peraltro contro un’avversaria forte e temibile e in una partita che, specie per la Fiorentina, contava tantissimo. Così uno dei giocatori viola più chiacchierati in estate, fra quelli che sembravano sul punto di fare le valigie per tornare al Genoa (che lo ha corteggiato fino all’ultimo giorno), trasferirsi in Francia al Lorient pronto a mettere sul piatto 10 milioni di euro o, secondo indiscrezioni, volare in Russia allo Spartak Mosca, è rimasto a Firenze e si sta dimostrando una pedina importantissima per Italiano e tutta la squadra. L’allenatore lo ha sempre stimato e considerato un jolly prezioso per le sue qualità, la sua corsa ma anche l’atteggiamento propositivo e la disponibilità sempre data con il sorriso e la voglia di aiutare la squadra.

Ecco perché ha chiesto e ottenuto dalla società di toglierlo dal mercato e la stessa dirigenza ha già avviato le manovre per far scattare l’opzione sul contratto in scadenza l’anno prossimo puntando a prolungarglielo fino al 2027. D’altronde Kouamé, oltre alle doti riconosciute dagli addetti ai lavori e temute dagli avversari, ha dalla sua pure l’età ancora giovane considerando che non ha ancora compiuto 26 anni. Ciò nonostante vanta già un bagaglio di che lo rendono appunto uno di quei giocatori che qualsiasi tecnico vorrebbe avere in rosa. Domenica contro l’Atalanta ha disputato poco meno di mezzora riempiendola di molte cose positive, il gol ma anche corsa, scambi con i compagni, palloni recuperati.

Il tutto fra gli applausi dei tifosi e l’abbraccio finale con Italiano, una delle immagini emblematiche della sfida vinta con i bergamaschi, anche perché prima del triplice fischio l’allenatore lo aveva bacchettato per un appoggio sbagliato. «Io cerco sempre di farmi trovare pronto, sia che giochi 90 minuti o solo 5, perché voglio aiutare la squadra dando tutto» – il messaggio inviato dall’ivoriano. Non l’unico: «La scorsa stagione abbiamo disputato 60 partite e ci siamo divertiti, l’obiettivo è ripeterci». Parola di jolly.


 

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