Il Tirreno

Firenze

L'ultimo saluto

Firenze, la chiesa gremita per l’addio a Edo: «Ragazzi, portatelo sempre con voi»

di Redazione Firenze

	L'ultimo saluto a Edoardo
L'ultimo saluto a Edoardo

Cinquecento persone salutano il 17enne. I ricordi dei genitori e della sorella

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. La chiesa del Corpus Domini non basta a contenerli tutti. Oltre cinquecento persone riempiono le navate, il sagrato, gli spazi rimasti liberi lungo via Reims. Sono arrivati per accompagnare Edoardo Varvaritoil ragazzo di 17 anni morto lunedì mattina nello scontro tra il suo scooter e un autobus della linea 24 in via Ubaldino Peruzzi, a Osteria Nuova. Molti restano in piedi lungo le pareti e davanti alle porte. Sul sagrato il silenzio accompagna l’ingresso del feretro e l’abbraccio alla famiglia.

Davanti all’altare ci sono i genitori Franco ed Elisa, la sorella Alice, i nonni. Poco più indietro i compagni del Gobetti-Volta, gli insegnanti, gli amici della Sancat e della palestra, tanti cittadini di Bagno a Ripoli. Alcuni indossano una maglietta bianca con la fotografia di Edoardo bambino, cinque candeline sulla torta. Per loro era Varva, oppure Edo. Oggi il suo nome passa da una fila all’altra a voce bassa.

A officiare la funzione è padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte. Edoardo era stato battezzato proprio in questa chiesa. Il sacerdote parla ai ragazzi e alla famiglia e presenta la cerimonia come un passaggio oltre l’addio, una celebrazione d’amore. Dice che il dolore misura il legame lasciato da un ragazzo capace di raccogliere attorno a sé una comunità nuova.

Gli amici ricordano la sua forza, la capacità di reagire alle difficoltà, l’energia con cui affrontava lo sport e le giornate. Aveva giocato a basket nella Sancat, poi si era dedicato alla palestra. Frequentava la terza del liceo scientifico sportivo e pensava al futuro dentro l’impresa di famiglia. Il nonno racconta il nipote bravo in matematica e inglese, sempre circondato da coetanei.

Poi parla Elisa. Si rivolge soprattutto ai ragazzi e consegna loro poche parole: «Portatelo sempre con voi». Li invita a vivere ogni esperienza, ogni emozione, e ricorda che la porta di casa resterà aperta per chi vorrà tornare, fermarsi, parlare di Edoardo. La chiesa resta raccolta. Fuori continuano ad arrivare persone.

Accanto alla famiglia ci sono i dipendenti della Varvarito Lavori, colleghi di Franco. Ci sono il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti, il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessora fiorentina Letizia Perini e il consigliere regionale Francesco Casini. Il Comune ha proclamato il lutto cittadino.

Pignotti parla di un ragazzo adottato dall’intera comunità e assicura alla famiglia la vicinanza del paese. È la risposta che Bagno a Ripoli ha costruito in due giorni, dalle chat della scuola ai messaggi della società sportiva, dai compagni di classe ai lavoratori dell’azienda, fino alle istituzioni presenti in chiesa.

Lunedì mattina Edoardo viaggiava in scooter lungo via Peruzzi. Il bus procedeva nella direzione opposta verso via Roma. L’impatto frontale, poco prima delle 7, ha distrutto il motorino e sfondato il parabrezza del mezzo pubblico. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo sull’asfalto. I carabinieri stanno ricostruendo gli ultimi secondi nella curva di Osteria Nuova.

Nella chiesa dove era stato battezzato, Edoardo torna nell’immagine scelta dagli amici. Ha cinque anni, è davanti a una torta con le candeline e guarda l’obiettivo. La fotografia è stampata sulle loro magliette bianche mentre padre Bernardo conclude la funzione e il suo nome continua a passare tra i banchi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Lucca, trovato senza vita il 27enne disperso nel torrente Lima: stava facendo il bagno con gli amici

di Redazione Lucca
80 Vespa