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La memoria

Firenze ha ricordato il sacrificio dei martiri di Campo di Marte

di Redazione Firenze

	La commemorazione dei martiri di Campo di Marte
La commemorazione dei martiri di Campo di Marte

La commemorazione dell’eccidio in cui persero la vita cinque giovani renitenti alla leva, fucilati dai fascisti nel 1944

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FIRENZE. La città rinnova il proprio impegno nel custodire e trasmettere la memoria della Resistenza e delle vittime del fascismo con un momento di commemorazione dedicato all’eccidio di Campo di Marte, avvenuto il 22 marzo 1944, quando cinque giovani, Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti, furono fucilati dai fascisti nel quartiere fiorentino.

Ieri mattina, 20 marzo, il corteo guidato dal Gonfalone di Firenze si è diretto al Sacrario di Campo di Marte, alla presenza dell’assessora alla Cultura della memoria Benedetta Albanese e del presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi, per ricordare una delle pagine più drammatiche della storia. Un appuntamento che ogni anno richiama la città a confrontarsi con una delle pagine più dolorose della propria storia e a rinnovare l’impegno collettivo nella difesa dei valori democratici e antifascisti.


Alla commemorazione hanno partecipato il sindaco di Vicchio Francesco Tagliaferri, rappresentanti dell’Anpi, dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, l’Istituto storico della Resistenza toscana con il vicepresidente Andrea Morandi, alcuni familiari delle cinque vittime, i gonfaloni dei Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole con l’assessora Donatella Golini, Pontassieve con l’assessora Martina Betulanti, Sesto Fiorentino con la presidente del Consiglio comunale Serena Sassolini, Scandicci e Vicchio. Presente anche il Gonfalone della Regione Toscana.

Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti sono ricordati come i martiri di Campo di Marte, simbolo del sacrificio e della lotta per la libertà. I cinque giovani, renitenti alla leva, furono arrestati durante un rastrellamento nella zona di Vicchio, nel Mugello, e, al termine di un processo sommario, vennero giustiziati per rappresaglia.

La loro memoria continua a rappresentare un monito per le nuove generazioni e un richiamo alla responsabilità civile, affinché i valori di libertà, giustizia e democrazia, conquistati anche grazie al loro sacrificio, siano custoditi e rinnovati ogni giorno.

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