Addio al sociologo Giovanni Bechelloni, pioniere degli studi sui mass media
Firenze, era professore emerito di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cesare Alfieri: aveva 87 anni
FIRENZE. Il sociologo Giovanni Bechelloni, illustre studioso della sociologia della comunicazione, esperto di mass media di fama internazionale, è morto all'età di 87 anni a Firenze. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'Università di Firenze, di cui era professore emerito di sociologia dei processi culturali e comunicativi.
Nato a Firenze il 29 maggio 1938, Bechelloni si era laureato nel 1961 in scienze politiche presso la Facoltà "Cesare Alfieri” di Firenze con Giovanni Spadolini. Dopo aver insegnato negli Atenei di Bari e di Napoli Orientale, ottenne la cattedra di sociologia dei processi culturali presso l'Università Federico II di Napoli, dove nei primi anni Ottanta diventa direttore dell'Istituto di Sociologia. Dal 1984 al 2010 è stato professore ordinario a Firenze alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”.
Bechelloni ha introdotto in Italia importanti autori, come Pierre Bourdieu, di cui ha curato la traduzione delle opere principali. È stato uno studioso di Journalism Studies e Media Studies riconosciuto a livello internazionale. Dopo aver partecipato alla commissione ministeriale dei saggi che agli inizi degli anni Novanta definì il profilo dei corsi di studi in Scienze della comunicazione, Bechelloni fu determinante nell'introdurre tali studi presso l'Ateneo fiorentino, diventando il primo presidente dei corsi di studio in Media e giornalismo e in Comunicazione strategica.
Autore prolifico e originale, ha pubblicato più di quaranta libri e oltre trecento saggi e articoli su riviste italiane e straniere. Tra i suoi volumi si ricordano: "Informazione e potere" (Officina, 1974); "La macchina culturale in Italia" (Il Mulino, 1974); "Il mestiere di giornalista" (Liguori, 1982); "L'immaginario quotidiano. Televisione e cultura di massa in Italia" (Eri, 1984); "Giornalismo o post-Giornalismo?" (Liguori, 1995), "Televisione come cultura" (Liguori, 1995), "La comunicazione giornalistica (Le Lettere, 2009)". Il saggio "Svolta comunicativa" (Ipermedium Libri, 2001) a cavallo del nuovo millennio ha segnato un importante cambio di paradigma negli studi sulla comunicazione. "Didatta innovativo e appassionato ha accompagnato la crescita intellettuale di tantissimi studenti, molti dei quali ricoprono ruoli significativi nel campo del giornalismo e della comunicazione", ha sottolineato l'Università di Firenze in un messaggio di cordoglio.
Giovanni Bechelloni è stato vice presidente dell'Associazione Italiana di Sociologia, con delega alle relazioni internazionali, e membro del direttivo del Consiglio Italiano di Scienze Sociali. Ha tenuto corsi di sociologia della comunicazione alla Sapienza Università di Roma (Facoltà di Sociologia) e ha diretto una Summer School in provincia di Siena sugli studi di comunicazione aperta alle frequentazioni internazionali. Ha insegnato nelle Università di Bari e di Napoli ed è stato visiting scholar in molte università straniere: da Mosca a Pechino, da San Paolo a Caracas, da Londra a Parigi, da Barcelona a Madrid. Giornalista pubblicista dal 1966, Bechelloni ha debuttato sulla scena pubblica - dopo essere stato come studente, presidente della Scuola parlamentare attiva al 'Cesare Alfieri' fino al 1968 - come organizzatore di cultura in uno dei più celebri laboratori della cultura riformista, promotore delle scienze sociali in Italia: il Cird di via della Lungara a Roma e la rivista "Tempi moderni", fondata e diretta da Fabrizio Onofri. È stato consulente dell'Ispe di Giorgio Ruffolo, operando con un centro studi, il Cesdi, e una battagliera casa editrice, la Guaraldi, nati entrambi sulla scia del "miglior sessantotto". Ha fatto parte dell'Assemblea del Partito socialista, fedele all'ispirazione liberal-socialista del suo lavoro di sociologo e di giornalista. Ha collaborato intensamente a giornali e riviste, soprattutto negli anni 1978-2001, con rubriche e analisi: da "La Gazzetta del Popolo" a "Stampa Sera", da "Il Mattino" al "Messaggero", da "La Nazione" al "Sole 24-Ore".
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