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Firenze, l’ambasciata russa contro lo stop allo spettacolo della ballerina filo-Putin: «Siete succubi di Zelensky e dell’Europa»

di Redazione Firenze

	Il presidente russo Vladimir Putin con la ballerina Svetlana Zakharova
Il presidente russo Vladimir Putin con la ballerina Svetlana Zakharova

La rappresentanza diplomatica di Mosca contro il Maggio Musicale Fiorentino

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FIRENZE. Alla fine i russi si sono arrabbiati e il caso dello spettacolo della ballerina Svetlana Zakharova al Maggio Musicale Fiorentino (col violinista Vadim Repin), saltato dopo le proteste dell’Ucraina, che accusa l’artista di far parte del “cerchio magico” di Vladimir Putin, è diventato un incidente diplomatico.

L'ambasciata russa a Roma si è schierata oggi, 9 gennaio, contro lo stop all'esibizione. In un post su Facebook, la rappresentanza scrive: «Abbiamo saputo della decisione dell'amministrazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, di “sospendere momentaneamente”, in sostanza di cancellare, gli spettacoli con eminenti maestri della scena mondiale — la ballerina Svetlana Zakharova e il violinista Vadim Repin — inizialmente previsti nell'ambito della stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

per il 20 e 21 gennaio».

«Colpisce particolarmente – scrive l’ambasciata – che tale decisione sia stata presa a seguito della richiesta dell'ambasciata dell'Ucraina a Roma (sic!). Siamo testimoni, per l'ennesima volta, di una limitazione alla sovranità culturale dell'Italia da parte del criminale regime terroristico di

Zelensky che, mediante i propri “rappresentanti” in loco, “ucrainizza” sistematicamente l'Italia a guisa di Petljura, Šuchevyč e Bandera».

«A quanto pare – continua l’ambasciata russa – ha contribuito il fatto che il Teatro sia finanziato anche dalla Commissione europea, la quale, nell'alimentare generosamente la corruzione e propria e quella di Kiev, può semplicemente “chiudere il rubinetto” al teatro fiorentino per la presenza di artisti provenienti dalla Russia».

«Non resta che “congratularsi” con l'Italia e con Firenze, culla del Rinascimento, per l'ennesimo “traguardo”, ovvero per l'ulteriore immersione nelle torbide acque della russofobia» conclude la rappresentanza diplomatica di Mosca in Italia.

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