Firenze, garza dimenticata nell’addome di una paziente: chi sono i medici condannati
L’episodio a Careggi nel 2015: la donna ha dovuto operarsi di nuovo per rimuovere la benda
FIRENZE. Operazione all’intestino riuscita, ma con una dimenticanza che si era manifestata nei mesi successivi e che era stata svelata a distanza di tre anni dall’intervento: i chirurghi avevano dimenticato una garza nell’addome della paziente.
È uno di quegli errori di cui le cronache danno conto con una periodicità non incoraggiante quello avvenuto nella sala operatoria di Careggi nel giugno 2015. La casistica offre una varietà di oggetti “smarriti” che oscilla dagli strumenti usati per l’operazione alle garze sparite nei meandri addominali.
Nel caso della signora, che aveva dovuto sottoporsi a un nuovo intervento per rimuovere la garza, l’episodio aveva imboccato non solo la strada della richiesta danni all’Azienda ospedaliera e universitaria di Careggi, ma anche quella penale.
Un fronte neutralizzato nel giugno 2022 dall’Aouc con una transazione per circa 16mila euro. Niente processo, quindi, per sei degli otto operatori dell’équipe (furono esclusi gli anestesisti) accusati di lesioni gravi grazie alla remissione della querela.
Solo che l’Azienda aveva girato, come obbligo di legge, il fascicolo alla Procura della Corte dei Conti chiedendo 28mila euro di danno erariale tenuto conto del risarcimento riconosciuto alla paziente e delle spese legali sostenute per la difesa dei dipendenti tra medici e infermieri nel procedimento penale. Quattro sanitari hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, confidando in uno sconto sull’importo da saldare all’Aouc.
La sentenza è, invece, arrivata subito per Francesco Giudici, 44 anni, di Fiesole, primo operatore chirurgo, e · Daniela Zambonin, 40 anni, di Montelupo Fiorentino, seconda operatrice. Devono pagare all’Azienda sanitaria il primo 7mila e 67 euro, la seconda 2.827 euro. Per gli altri quattro, sotto processo davanti ai giudici contabili, il verdetto arriverà nelle prossime settimane.
Era il giugno 2015 quando una paziente, affetta da morbo di Crohn, venne ricoverata per febbre e dolore addominale, sintomi riconducibili a un ascesso intestinale. I medici la sottoposero d’urgenza a una resezione ileo-cecale.
Un intervento all’apparenza andato a buon fine. Solo che la donna nei mesi a seguire aveva iniziato ad avvertire dolori persistenti tra stomaco e intestino. La paura che la patologia potesse manifestarsi di nuovo l’aveva spinta nel tempo effettuare una radiografia.
E l’esito delle immagini, nel 2018, aveva rivelato l’origine del malessere. Non era la recidiva della malattia a tormentarla, ma una garza medica abbandonata nella cavità addominale a procurarle quei doloranti lancinanti. Operata per sfrattare l’inquilino indesiderato, aveva poi chiesto i danni all’ospedale partendo subito con una querela. Il resto è il racconto di una riparazione del danno a suon di soldi.
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