Il Tirreno

Firenze

La storia

Firenze, Marco perde il lavoro e finisce in strada: «Sono rinato vendendo libri nel sottopasso grazie all'amore del quartiere»

di Giulia Poggiali
Marco nella sua libreria sotterranea alle Cure
Marco nella sua libreria sotterranea alle Cure

Quarantenne, ha “aperto” una libreria alle Cure nel corridoio di collegamento sotto la piazza. E dice: «La gente mi vuole bene»

01 aprile 2024
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FIRENZE. Il profumo rilasciato dall’incenso ci accoglie non appena varchiamo la soglia di una delle entrate del sottopasso delle Cure. Accanto al bastoncino fumante, un cappello dalla falda larga, con dentro qualche euro. Ma il colpo d’occhio arriva non appena volgiamo lo sguardo verso i migliaia di libri che occupano la parete. Il quartiere delle Cure sa che da quando c’è Marco, il libraio de “Il Rifugio”, camminare tra i corridoi del sottopasso è diventata una tappa obbligatoria, anche solo per salutarlo. Merito della sua intelligenza e del suo impegno, nonché della cura che rivolge ai libri. Marco ha quasi 40 anni. Napoletano, con origini thailandesi da parte di mamma, pochi mesi fa ha perso tutto. Il ristorante per cui lavorava, quando l’ha licenziato, sembrava averlo condannato ad una vita in strada, fatta di egoismo e disprezzo. Poi la svolta.

La cantina del destino
«Una volta ho aiutato una signora a svuotare la sua cantina e mi ha permesso di portare via con me 10 libri, e da lì ho creato una piccola libreria grazie al quartiere, che mi sta dando una mano a rialzarmi- spiega Marco mentre volge il suo sguardo al “Rifugio”-. Da 10 volumi siamo arrivati ad averne più di mille. I libri si comprano ad offerta libera, ma ogni giorno me ne arrivano tanti, tantissimi». E da qui la necessità di organizzare al meglio gli spazi, e come tutte librerie, la sua ha bisogno di una mensola, che arriverà a breve, per disporre i libri: «Alcuni sono vecchissimi, altri li trovo in strada. Io non concepisco il motivo per cui oggetti così vengono abbandonati. Lo trovo tremendo- e continua-. Niente di tutto ciò sarebbe possibile se non avessi avuto al mio fianco “La Socia”, ovvero Giulia, volontaria di Mani Tese». Giulia sta aiutando Marco a trasformare “Il Rifugio” in una libreria sempre più ordinata e completa. Grazie a lei, adesso le cassette da frutta, che fungono da scaffali dove predisporre il libri, presentano delle piccole targhette che indicano il genere.

Fumetti e non solo
Da Marco è possibile trovare fumetti, libri in lingua straniera, una categoria che vorrebbe ampliare, ma anche narrativa italiana e saggistica: «Io e Giulia abbiamo passato una giornata intera a dividere tutti i libri per genere e abbiamo finito alle una di notte. Non smetterò mai di ringraziarla. È stata sua l’idea di lanciare l’iniziativa dell’8 Marzo “Libri scritti da donne sulle donne”». Mentre Marco racconta la sua storia, sono in tanti a fermarsi, anche solo per un saluto. Pendolari, studenti, genitori e persino turisti. Poi arriva una custode di un liceo vicino, che gli porta un sacco a pelo e una scatola piena di libri. Per ringraziarla, Marco gliene regala uno dei suoi «vedi, è uno scambio continuo». Passano i minuti e il libraio delle Cure racconta i suoi progetti: «Non mi sarei mai aspettato di avere a che fare con i libri. Li vendo eppure non ne ho mai letti tanti. In tutta la mia vita non ho mai concluso quasi niente, per questo forse era necessario che toccassi il fondo per rialzarmi e creare qualcosa di mio. Credo nel mio progetto e voglio portalo a termine».

Vita sotterranea e solidarietà
La sua attività, come la sua storia, non è passata inosservata, nel bene e nel male. Una volta ha rischiato lo sfratto, ma grazie all’aiuto della comunità, che considerava la scelta ingiusta, è tornato a vivere nel sottopasso: «Ai tempi avevo pochi libri, altrimenti sarebbe stato più complesso trasportare tutto quanto. Il quartiere mi vuole bene e io a lui». E poi l’interesse di tanti e infine, anche dell’amministrazione comunale: «Settimane fa un addetto del Comune è passato a trovarmi e mi ha promesso un posto dove dormire e aiutarmi a realizzare un sogno a cui sto lavorando da tempo, aprire un banco». Il suo “Rifugio” potrebbe trasformarsi in una realtà cittadina a tutti gli effetti, restando ad offerta libera. I libri potrebbero conoscere la luce del sole, dopo anni passati in una cantina e poi sotto la luce a neon del sottopasso. Marco quando ne parla emana più positività del solito. I suoi occhi brillano. «Qualcuno del Comune ha detto che verrà al taglio del nastro del banco, spero che sia vero. Sarebbe per me un sogno». Tra poco saranno pronti anche dei biglietti da visita, mentre la pagina Facebook del “Rifugio” mostra, di volta in volta, i nuovi arrivi.

Il sogno
Ma i progetti non finiscono qui. Marco, con naturale trasporto, si è cimentato nella scrittura. Scrivere un libro è il prossimo passo: «Potrebbe essere un’autobiografia, ma ho già in mente il titolo, che di fatto spiega cosa faccio ogni giorno. “Io respiro ogni saluto”. In tre mesi ho scritto 30 pagine, vedremo cosa diventerà». Poco prima di salutarci, Marco spiega che deve trovare una sistemazione momentanea ad alcuni libri che sono stati consegnati. Libri che, insieme alla gentilezza, stanno salvando l’anima e la vita del libraio del sottopasso.

 

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