Nuovo Franchi a tempo di record. E la Viola potrebbe giocare qui
Pannelli fotovoltaici e recinzione permeabile di un chilometro e mezzo
FIRENZE. Il progetto del nuovo Franchi procede a spron battente. A scandire l’incedere dei tempi, sui suoi social, è il sindaco Dario Nardella. «Entro il 28 febbraio il progetto sarà depositato in Comune. Il 30 giugno ci sarà l’assegnazione. A fine anno cominceranno i lavori e nel 2026 il nuovo stadio sarà pronto». E nel frattempo la Fiorentina starebbe pensando di continuare a giocare all’interno della sua casa, seppur con la capienza evidentemente ridotta dai cantieri, soluzione questa prevista dallo staff di Arup vincitore del concorso di idee e mai persa di vista dalla società viola.
Il countdown, insomma, è solo all’inizio. Le criticità logistiche sono state risolte, come spiegato dall’architetto David Hirsch a La Nazione: «Pannelli fotovoltaici di ultima generazione, grigi, che si integrino alla perfezione coi materiali utilizzati, eviteranno i riflessi. Sarà poi necessaria una recinzione visivamente permeabile, con tubolari metallici verticali, che si estenderà per un chilometro e mezzo».
Complessivamente, il finanziamento totale potrebbe arrivare a toccare i 200 milioni di euro: 95 sono figli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mentre altri 55 arriveranno dal Ministero dell’Interno, come spiegato diverso tempo fa dallo stesso primo cittadino di Firenze. Nel frattempo, anche tutto il quartiere di Campo di Marte vivrà una seconda giovinezza, con interventi sulla mobilità e con nuove soluzioni urbanistiche, a cominciare dal parco urbano attrezzato che diventerà uno degli elementi di massima riconoscibilità. Nell’area, dopo l'evento di rigenerazione, saranno creati oltre 400 posti di lavoro, con una presenza tra addetti alle attività e visitatori di oltre un milione di presenze annue.
Ma la Fiorentina, quando inizieranno i lavori, e dunque tra poco più di 10 mesi, dove andrà a giocare le proprie gare interne? C’è che ipotizza che Reggio Emilia, con il campo del Mapei Stadium, possa essere una soluzione a misura. Un po’ per la presenza della stazione ad alta velocità, un po’ per l’ampia area di parcheggio presente che non andrebbe a ingolfare la viabilità locale. Questa, per altro, potrebbe essere una soluzione doppia, applicabile anche in caso di qualificazione a gare internazionali, rispondendo alle caratteristiche richieste dalla Uefa. Modena, per quanto soluzione praticata in passato da altri club, non sembra essere in cima alle preferenze. Anche perché si starebbe seriamente pensando all’ipotesi di restare a giocare tra le mura di casa, con numeri evidentemente ridimensionati. Lo studio di progettazione, fin dall’inizio, ha sempre ribadito la possibilità di portare avanti la ristrutturazione garantendo alla squadra di giocare in città. Si tratterebbe di stringere i denti per trenta mesi, la durata del cantiere, per poi brindare tutti insieme, nel 2026, ad un Franchi rinnovato e ai 100 anni dalla fondazione della società. Anche di questo si occuperà il presidente Commisso in queste settimane di permanenza in Italia.
A lavori ultimati, tutti i tifosi potranno finalmente godersi un impianto coperto, con un nuovo sistema di tribune che vanno a inscriversi in quelle storiche che sono patrimonio da tutelare, con sedute più vicine al campo rispetto a oggi, creando nuovi posti sui lati maratona e tribuna d’onore, dove nasceranno posti premium. Ci sarà pure un museo dal lato della curva Ferrovia e un auditorium dalla parte opposta, in Fiesole.
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