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Un’altra “incompiuta” al Castellani: tra Empoli e Cesena finisce 1-1
Gli azzurri limitano i danni nel primo tempo (in gol Christian Spendi) e la riacciuffano nella ripresa con Fila
EMPOLI. Un’altra “incompiuta” al Castellani al termine di un Empoli-Cesena che non rimarrà negli annali del calcio e lascia gli azzurri in un pericoloso limbo, più vicini alla zona retrocessione di quanto lo siano a quella play off. Due squadre in crisi di gioco e risultati, l’Empoli e il Cesena, che si dividono la posta, anche se per i padroni di casa, nonostante il forcing finale, bisogna parlare di un punto guadagnato perché gli ospiti hanno avuto l’occasione di chiuderla e il torto di non averlo fatto nel primo tempo.
Alessio Dionisi se l’è giocata con qualche novità all’inizio: Ebuehi e Haas dal primo minuto e Lovato centrale, ma l’esperimento è durato solo un quarto d’ora e poi in quella posizione è tornato Guarino. Proprio il pugliese è stato protagonista negativo nell’azione del vantaggio ospite al 29’ quando un lancio dalle retrovie che sembrava innocuo si è trasformato in una frittata azzurra con l’ex Cerri che ha beffato di testa sia il centrale che il portiere Fulignati servendo a Christian Shpendi una palla che chiedeva solo di essere spinta in porta, e ci è finita. Ma già al 14’ Ciervo aveva colto un palo dopo aver saltato Moruzzi. E al 44’ ancora Cerri ha avuto un’altra occasione per chiuderla a tu per tu con Fulignati che però ha deviato il diagonale quel tanto che è bastato per farlo finire sul palo, per poi recuperare la palla.
Tutta un’altra musica nel secondo tempo con Saporiti per uno spento Ignacchiti e poi Fila per un inconcludente Nasti. Sarà proprio il ceco, confusionario prima e dopo, a riacciuffare il risultato al 71’ sullo sviluppo di uno dei tanti calci d’angolo, mettendo il piede su una conclusione di Stiven Shpendi e firmando il suo primo gol in azzurro. I padroni di casa hanno provato a vincerla lasciando un po’ di praterie ai contropiedi ospiti, comunque stanchi, ma è stato un forcing sterile. Anche oggi prove convincenti di Lovato e Shpendi, ma gli altri hanno lasciato a desiderare e gli azzurri, dopo essersi riaffacciati timidamente nella parte sinistra della classifica, sono tornati mestamente in quella destra.
