Stefano Stefanelli, chi è il pupillo di Giuntoli che vuole rilanciare l’Empoli
Il nuovo direttore sportivo è legato a doppio filo all’ex Napoli e Juventus: a lui il compito di rilanciare un gruppo che finora non riesce a decollare
EMPOLI. Dopo i botti di fine anno, che hanno salutato l’arrivo del 2026, l’Empoli si prepara a quelli del calciomercato di riparazione con uno staff operativo completamente nuovo. Il nono posto maturato nel primo scorcio del campionato 2025/2026 non rispecchia le ambizioni e le premesse di inizio stagione e così, dopo il cambio in panchina avvenuto a metà ottobre, la rivoluzione tecnica si è completata poche ore prima della fine dell’anno con l’esonero del ds Roberto Gemmi e del responsabile scouting Armando Perna e l’arrivo di Stefano Stefanelli. Un profilo intrigante e prestigioso per provare a cambiare l’inerzia di una stagione ancora tutta da scrivere e in cui la sensazione dominante resta quella che gli azzurri – al netto delle operazioni del calciomercato che dovranno esserci e che saranno condotte in prima persona dal nuovo dirigente – tecnicamente valgano qualcosa di diverso da un semplice piazzamento nelle ultime posizioni della griglia playoff, che al momento resta a due punti di distanza.
Dopo 18 giornate di perfetto equilibrio, con sei vittorie, sei sconfitte e sei pareggi, occorre fare di più. È evidente che la società non si accontenta e l’arrivo di Stefanelli è un segnale chiaro in quest’ottica. Il percorso del nuovo ds si intreccia in maniera decisiva con quello di Cristiano Giuntoli. Il rapporto nasce a Carpi e si consolida negli anni successivi a Napoli, dove Stefanelli diventa uno dei punti di riferimento dell’area scouting. Alle pendici del Vesuvio Stefanelli ricopre il ruolo di chief scout, contribuendo in modo significativo alla selezione di profili poi rivelatisi centrali nella costruzione di una squadra capace di imporsi a livello nazionale. Con una caratteristica fondamentale nel calcio di oggi: la gestione sostenibile del mercato, fondata su investimenti contenuti, forte valorizzazione e cessioni strategiche. L’ideale per una piazza come questa.
Del resto, oltre all’esperienza sul campo, la storia formativa di Stefanelli ne fa un dirigente di stampo classico. Avvocato, nato nel 1979 a Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino, ha un passato da attaccante con 142 gol tra Serie C e dilettanti. Ritiratosi nel 2015, dopo un’esperienza a San Marino, intraprende contemporaneamente la carriera forense e quella di dirigente sportivo.
Nel 2016/17 la prima esperienza alla Vis Pesaro in Serie D, poi la svolta con Giuntoli a Carpi. Dopo Napoli, Stefanelli passa alla Pistoiese e successivamente al Cesena, dove si consacra ad un certo livello. Prima del ritorno nell’orbita Juventus, dove coordinava lo scouting bianconero, il neo-ds azzurro ha vissuto un passaggio importante nella dirigenza del Pisa nella stagione 2023/24. In un contesto più esigente sotto il profilo ambientale, dimostra capacità di gestione e visione, puntando su un’identità di gioco dinamica e su operazioni di mercato mirate e funzionali.
Adesso torna in Toscana per rilanciare le quotazioni di un gruppo che, se puntellato adeguatamente, può togliersi ancora soddisfazioni. Subentrare a stagione in corso non è mai una situazione ideale, specie in una realtà particolare come Empoli, dove la priorità non è vincere subito e a tutti i costi, ma arrivare al successo partendo dalle basi di una struttura, societaria oltre che tecnica, che si poggia su principi ben precisi.
